Il Ladakh, la perla preziosa dell’Himalaya indiano, è considerato la terra vergine dell’India. Collocato nello Stato indiano di Jammu e Kashmir, è una delle aree meno densamente popolate dell’India.

Il Ladakh è un incrocio di culture, con una forte influenza buddhista, la terra dove il Pakistan incontra il Tibet: vi stupirete di essere in India.

Vi propongo il mio itinerario di 10 giorni con partenza da Delhi e viaggio via terra per il Ladakh.

 


 

Vi consiglio di esplorare il Ladakh in modo indipendente.

Dati i prezzi piuttosto elevati dei pacchetti, il fai-da-te ci ha concesso di risparmiare ed essere flessibili sulle scelte dei luoghi da visitare.

In Ladakh si raggiungono altitudini elevate, sopra i 5000 metri (la strada percorribile più alta al mondo raggiunge i 5600 metri).

Massima cautela e prudenza sono necessarie, ma l’Himalaya saprà stupirvi a ogni tornante con le sue cime, tra le più alte al mondo, e paesaggi incontaminati.

Arrivare in Ladakh via terra (e non in aereo) è raccomandato soprattutto per l’acclimatazione.

Il viaggio su quattro ruote da Delhi a Leh vi consentirà di abituarvi gradualmente all’altitudine e ridurre al minimo ogni sintomo.

Inoltre, viaggiare su strada offre diverse opzioni in base al vostro budget e ai vostri interessi: potete scegliere fra bicicletta, moto, bus o macchina.

Per raggiungere il Ladakh da Delhi è necessario attraversare lo stato dell’Himachal Pradesh, anch’esso spettacolare.

La distanza da Delhi a Leh, la capitale del Ladakh, è di “soli” 550 km, ma per percorrerli sono necessari almeno tre giorni.

Noi abbiamo preso il bus notturno da Delhi per raggiungere la prima meta del viaggio: Manali, stazione collinare in Himachal Pradesh, popolare ritrovo di backpackers.

Abbiamo soggiornato una notte per riposare dal viaggio precedente in bus, godere l’aria fresca dell’Himalaya e ricaricarci prima del lungo tragitto verso Leh.

Il minivan per Leh, che abbiamo prenotato in loco, offre due opzioni: un viaggio senza sosta di 19 ore o due giorni su strada con pernottamento in tenda, a poco meno di 25 euro.

Optiamo per la notte in tenda.

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Sull’“autostrada” (highway) da Manali a Leh, si attraversa il passo di Roh Tang, alto 3979 m.

La sosta per la notte è prevista a Jispa: dormire in tenda a più di 3000 metri circondati dalle vette dell’Himalaya è un’esperienza unica e indimenticabile, così come è indimenticabile il freddo durante la notte.

La mattina si riparte all’alba: le 14 ore su tornanti passano in secondo piano di fronte alla meraviglia naturale mentre ci addentriamo nel Ladakh.

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Appena varcato il confine del Ladakh, si deve pagare una tassa ambientale di 300 rupie (circa 4 €).

Raggiungiamo Leh, il capoluogo a 3500 m di quota, verso le 21 ed, esausti, ci rechiamo in una guest house.

Questa si rivela un’ottima scelta, perché ci permette di entrare in contatto con una famiglia ladakhi, conoscerne la cultura e assaporare il cibo locale.

E poi, il giorno dopo: quale modo migliore per iniziare la giornata con colazione a base di pane ladakhi appena sfornato e marmellata?

Dopo aver finalmente riposato a sufficienza, il giorno dopo esploriamo Leh, cittadina intrisa dello spirito tibetano e porto principale per i viaggiatori alla scoperta del Ladakh.

Visitiamo il castello in cima alla collina che sovrasta Leh e il suo monastero da cui si gode di una meravigliosa vista della regione. Il primo giorno cerchiamo di non affaticarci e pianifichiamo i giorni successivi.

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Il secondo giorno visitiamo lo Shanti Stupa, uno stupa buddhista poco distante da Leh (potete arrivarci a piedi): la scalinata per raggiungerlo vi mostrerà gli effetti dell’altitudine sul vostro fiato.

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Nel pomeriggio prenotiamo le escursioni per i giorni successivi: dato che siamo in sette prenotiamo un veicolo privato, ma subito fuori dalle agenzie troverete annunci per posti liberi in macchina, per cui spostarsi è veramente facile e il prezzo ovviamente diminuisce in base al numero di passeggeri.

Ricordate anche che per visitare alcune zone del Ladakh, gli stranieri hanno bisogno di un permesso speciale che vale 7 giorni e costa 600 rupie (circa 7,50 €).

Le varie agenzie nel paese si occupano di tale pratica: bisogna consegnare il passaporto e in un giorno si ha il permesso.

Ci sono diverse possibilità di tour per ogni luogo: in giornata o con pernottamento di una o più notti. Potete quindi decidere in base al vostro tempo a disposizione dove andare e quanto rimanerci.

Il terzo giorno partiamo per il lago di Pangong, circa 5-6 ore di macchina da Leh.

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Si tratta di un lago naturale situato in un territorio conteso tra Cina e India, infatti il 60% del lago è in territorio tibetano.

L’acqua cristallina e le varie gradazioni di blu del lago sono affascinanti. La sera rientriamo a Leh.

La mattina del quarto giorno partiamo per la valle di Nubra, il deserto freddo del Ladakh, anch’essa a circa sei ore di macchina da Leh.

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Per raggiungerla si percorre quella che viene considerata la strada carrozzabile più alta al mondo, attraversando il passo di Khardung La, a circa 5600 metri.

Se non siete bene acclimatati, è consigliabile non sostare per più di 20 minuti, visto che l’aria a queste quote è molto povera di ossigeno.

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Superiamo la cittadina di Diskit, di cui visiteremo il gompa (monastero) il giorno dopo, e ci inoltriamo nelle terre remote della regione fino al villaggio di Turtuk.

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A 7 km dal confine pakistano, il villaggio è divenuto parte del territorio indiano sono nel 1971. A mio parere è il paese della felicità: estesi campi verdi, un ponte sospeso su un torrente che lo collega alla strada principale e l’elettricità funzionante solo quattro ore al giorno, dalle 19 alle 23.

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Trascorriamo la notte nel paese e ripartiamo al mattino. Sulla via del ritorno ci fermiamo nei pressi del minuscolo villaggio di Hunder ad ammirare le dune di sabbia e a Diskit per visitare il monastero buddhista del 14esimo secolo. Un vero e proprio tuffo nel passato per concludere il nostro incantevole viaggio.

Il giorno dopo infatti ci rechiamo in aeroporto, maliconici ma con gli occhi e il cuore ancora pieni dell’incantevole natura del Ladakh.

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