Articolo in 2 minuti – L’arte del Rangoli, nota anche come kolam o muggu, è una tradizione molto radicata in India. Si tratta di variopinte decorazioni create sul pavimento di ingressi, cortili, camere e abitazioni. Utilizzando materiali come riso colorato, farina asciutta, sabbia colorata o petali di fiori, si dà il via a vere e proprie opere d’arte multicolore, che possono richiedere anche diverse ore di preparazione.

I rangoli vengono realizzati durante festività importanti come Diwali (la festività della luce, dedicata alla dea Lakshmi, colei che porta prosperità), Onam e Pongal (festività legate al primo taglio del riso) e molti altri festival indiani, per cerimonie e matrimoni, e come simbolo di buon augurio e prosperità.

I simboli dei rangoli sono stati tramandati attraverso i secoli, essendo una pratica molto antica, da ogni generazione alla successiva, mantenendo viva la tradizione di questa straordinaria forma d’arte. I più tradizionali rangoli li potrete apprezzare sotto il nome di Kolam in Tamil Nadu, dove l’arte del rangoli viene praticata con costanza, o Kalam in Kerala, ma sono anche diffusi ne resto dell’India. Ogni area è rappresentata secondo il proprio folklore e tradizione: sono opere uniche e difficilmente troverete un rangoli  identico all’altro.

 


 

Per approfondire – Usanza che ha accompagnato la popolazione indiana nei millenni, se ne trova traccia già nei Purana, testi sacri posteriori ai Veda, che trattano, fra le varie cose, di filosofia indiana. Ogni regione indiana ha la sua tecnica e ogni famiglia le sue tradizioni custodite e tramandate di madre in figlia, poiché è un arte alla quale si dedicano solo le donne, spesso con straordinari risultati di precisione e bellezza.

 C’è una leggenda che narra la nascita dei rangoli.

C’era un sacerdote molto triste per la morte del figlio. Tutti si misero a pregare Brahma (uno degli aspetti di dio, nonchè, per alcune tradizioni, il principio supremo del cosmo) affinché facesse qualcosa per alleviare il suo immenso dolore. Commosso, il dio chiese che si dipingesse al suolo l’immagine del figlio del sacerdote: una volta terminato, Brahma diede vita al disegno. Da questo miracolo iniziò la tradizione dei rangoli in India.

I rangoli appartengono all’arte popolare, connessi con elementi facilmente reperibili e semplici, il più importante dei quali è l’utsavdharmita (polvere di foglie secche). Normalmente i principali ingredienti utilizzati per realizzare i rangoli sono infatti molto comuni: polvere di riso, polvere secca a base di foglie colorate, carboncino, segatura di legno, ecc.

Il materiale di base è di solito asciutto: erbe e spezie naturalmente colorate come il sindoor (cinabro) per il rosso vermiglio e  l‘haldi (curcuma) per il giallo, possono essere aggiunte per colorare, così come sabbia, fiori e petali (come nel caso di rangoli con i fiori). I colori chimici, naturalmente, sono una variante moderna, così come la polvere di marmo.

I simboli principali utilizzati nei rangoli sono il fiore di loto, il frutto del mango, foglie, pesci, diversi tipi di uccelli come pappagalli, cigni e pavoni, figure umane.

Ma andiamo a vedere come si realizza un rangoli!

Tradizionalmente il Rangoli è fatto su una griglia quadrata in India del nord  e su una griglia esagonale in India del Sud, mentre per la festività di Onam o Pongal (celebrazione del primo taglio del riso) i rangoli sono tipicamente circolari. Il materiale utilizzato è diverso in base alla zona: in India del nord, il colore si basa su gesso colorato (chirodi), mentre nel sud su polvere di riso colorata, fatta eccezione per gli Onam rangoli, che sono in genere con una base floreale.

I disegni si possono realizzare in due modi: con materiale secco, quali polveri colorate, foglie secche colorate ridotte finissime, o con materiale umido, come polveri con aggiunta di acqua, fiori freschi ecc. Il primo passo è riprodurre il disegno prescelto sul terreno, servendosi generalmente di polvere bianca. Ci sono diversi metodi, uno dei più usati è la tecnica dei puntini, ovvero si disegna una griglia puntinata e successivamente si iniziano a unire le varie estremità, creando la base del rangoli che poi andrà riempita con i colori.

Grazie alla migrazione e alla combinazione di persone e tradizioni, molti stili di rangoli si sono mescolati e specialmente tra i più giovani vi è voglia di sperimentare materiali, come la segatura per creare dei rangoli galleggianti o l’utilizzo di grani per i colori, in un susseguirsi di evoluzioni pittoriche comunque sempre gradevoli e ricche d’effetto.

Una tendenza molto recente prevede l’uso di cemento colorato e polvere di marmo: è un metodo piuttosto preciso e di effetto, ma richiede un certo allenamento e non poca esperienza. Utilizzando questa tecnica, si possono realizzare meravigliosi ritratti e rangoli sapientemente dettagliati (sono famosi quelli del concorso del Rose Festival a Chandigarh, con pezzi di marmo e pietra).

Spesso i rangoli più elaborati e spettacolari sono realizzati in occasioni come Diwali, una delle più importanti celebrazioni religiose hindu che si estende nel corso di cinque giorni, normalmente tra ottobre e novembre, secondo il calendario vedico. Diwali è conosciuta anche come “festa delle luci”: infatti, è caratterizzata da lampade a olio e luminare che simboleggiano la vittoria della luce sulle tenebre, del bene sul male e le suggestive luci vengono accese nottetempo nelle dimore indiane.

Il significato spirituale di questa celebrazione è quello di prendere coscienza della propria luce interiore e adagiare tante piccole luci su di un variopinto rangoli significa che tutte le cose nel mondo sono unite tra loro e dovunque vi sarà luce e colore regnerà la pace… il rangoli è questo: un messaggio di amore.

 


Immagine tratta a rangolidesigns.info