Il Rajasthan è uno degli Stati indiani con l’artigianato più ricco e variato, in quanto crocevia di tradizioni secolari.

Naturalmente se ne sono accorti in molti e i prezzi sono spesso all’altezza dell’offerta.

L’autrice è Alessandra Loffredo fondatrice del portale online Guida India, inesauribile fonte di curiosità e informazioni su storia, arte, architettura, letteratura, musica, cinema e grandi personalità legate all’India.

Articolo originale tratto da Guidaindia e disponibile qui.


Il Rajasthan è tra gli Stati più visitati dell’India, oltre che per la magnificenza dei suoi monumenti e paesaggi, per la ricchezza del suo artigianato, che spazia in tutti i settori. Le tribù semi-nomadi di allevatori, che hanno però le loro basi principali nel vicino Gujarat, aumentano l’offerta coi meravigliosi e celebri tessuti ornati con ricami e specchietti.

Purtoppo l’alto sviluppo turistico ha notevolemente incrementato i prezzi e i rischi di truffa, specialmente nel settore delle pietre dure e preziose, e ha provocato una abbondante diffusione di prodotti dozzinali e di scarso interesse.

Qualunque cosa acquistiate, ricordate di diffidare delle promesse di spedizione da parte dei venditori.

 

Tessuti

I tessuti tipici della regione sono generalmente stampati a blocchi o decorati con la tecnica Tie and dye, cioè tinti legando o coprendo con cera a più riprese le aree da non colorare. Ogni zona ha i suoi modelli di disegno e i suoi motivi tipici, ed esistono anche colori e decorazioni stagionali, da indossare solo in certi periodo dell’anno.

I differenti tipi si identificano con i villaggi di provenienza, come Sanganer o Bagru per gli stampati a mano, che spesso presentano decorazioni floreali o con cammelli, elefanti e pavoni.

Sono celebri le trapunte di Jaipur, per i loro disegni stampati e la leggerezza del manufatto, indispensabile nelle notti d’inverno e nel gelo notturno del deserto.
La tecnica Tie and dye, con tutte le sue varianti è molto usata in Rajasthan, e i centri principali sono Jodhpur, Jaipur e Sikar. In quest’ultimo centro si produce il miglior cotone Bandhani, dal nome del quale deriva il nostro termine Bandana.

 

Ceramiche

Dalla Persia giunse una tecnica particolare di decorazione delle ceramiche, che sono prevalentemente a fondo bianco con disegni verdi e azzurri, i colori apotropaici dell’Islam, con disegni di arabeschi, animali o floreali, chiamata Blue Pottery.

Le forme, che originariamente comprendevano tutti i tipi di giare e recipienti, si sono ormai adattati alla richiesta e spaziano dal portacenere alla piastrella. Jaipur è il maggiore centro di raccolta della produzione locale di Blue Pottery.

Bellissime anche le semplici terrecotte di Pokaran – che sarebbe rimasta una tranquilla ed interessante cittadina dotata anche di una importante fortezza Rajput se non si fosse trovata nella zona eletta nel 1972 dall’India per i suoi esperimenti nucleari – decorate in bianco o blu con semplici motivi e che mantengono le forme tradizionali; ma troverete anche campanellini di ceramica che risuonano come quelli metallici, così come un’ottima produzione di durries, tappeti.

 

Gioielli

Alcuni dei più bei gioielli artigianali del mondo vengono dal Rajasthan, celebre per la  tradizionale lavorazione dell’argento ma anche per la maestria acquisita a livello industriale, poichè sede di affermatissimi centri per il taglio delle gemme.

La maggior parte degli artigiani si dedicava principalmente alla produzione di ornamenti in argento per le comunità rurali e tribali, che indossano permanentemente le loro ricchezze e segni distintivi di casta, e oggi anche al folto pubblico estero. Anche la filigrana d’oro e la lavorazione dei metalli preziosi laccati e tempestati di pietre, tecnica chiamata Meenakari, sono tipici della regione, come classica è a Pratapgarh la lavorazione Thewa, che prevede la filigrana applicata al vetro.

Jaipur è la capitale indiana della gioielleria, e potrete avere una visione delle abilità locali facendo un giro al Johari Bazaar o al Ranganj Bazaar. Se volete sentirvi per un po’ parte del jet set potete invece fare un giro al Gem Palace, una delle più esclusive gioiellerie del mondo.

La passione indiana per l’oro, e le generali scarse possibilità economiche, fanno sì che la maggior parte degli oggetti in oro che vedrete nei Bazaar siano fusi in oro basso, a 14 karati, molto più economico rispetto ai 18 regolamentari in Europa.

Inoltre, naturalmente, i locali e non si sono specializzati anche nella produzione di clamorosi falsi. Se non siete più che esperti non acquistate pietre, a meno che non vi rechiate in eleganti e certificate gioiellerie, nel qual caso però la convenienza sfuma parecchio.

 

Il legno

Vastissima la produzione di oggettistica in legno, decorata con ottone, intarsiata, laccata o dipinta. Notevole anche quella delle copie di pezzi di arredamento tradizionale e coloniale.

Deliziosi i burattini e i Dwarpal, figure ieratiche conosciute come i guardiani della porta. Infinite le occasioni di acquisto di pezzi d’antiquariato, ma altrettanto numerose sono le tecniche impiegate per la falsificazione degli stessi.

 

La pittura

Un capitolo a parte richiederebbe la tradizione pittorica in Rajasthan, che spazia dai Phad, rotoli di tessuto dipinto a mano che narrano per immagini le avventure di eroi popolari utilizzati dai cantastorie, reperibili anche in versione più piccola e chiamati phadakye, alle miniature, che riflettono i miti e le leggende della ricchissima tradizione locale, regale e religiosa, e che dall’XI secolo hanno dato vita a numerose scuole e stili di rappresentazione.

Rare sono le cittadine del Rajasthan che non mostrino affreschi sulle mura delle loro case.

Pelletteria

Le pelli degli animali, anche del cammello, vengono magistralmente lavorate in Rajasthan per produrre un’infinità di articoli deliziosamente decorati, tinti o ricamati; dalle Jootis o Mojaries, le magnifiche babbucce locali, i sandali e le selle, alle borse, cinture e strumenti musicali a percussione.


Foto di Christof Sonderegger tratta da www.purposefulnomad.com