Articolo in 2 minuti – L’India è uno dei più importanti mercati per il consumo di latte al mondo. 

Infatti questo ingrediente è fondamentale nella cucina indiana: si trova in molti piatti e soprattutto nel ben conosciuto chai.

Forse non sapevate però che proprio in India si trova la cooperativa di latte più grande al mondo: Amul.

Il successo di Amul deriva dal suo sistema di distribuzione che permette agli allevatori di vendere i propri prodotti direttamente ai dettaglianti, saltando i costosi intermediari.

Amul coniuga quindi gli interessi economici dei piccoli produttori con le dinamiche di un libero mercato di dimensioni enormi, come quello caseario indiano.

Un modello che si è rivelato non solo equo e solidale nei confronti dei piccoli produttori ma anche competitivo al punto di vincere la concorrenza di colossi come Unilever e Nestlè.


 

Per approfondire – Ogni giorno, la cooperativa Amul raccoglie da oltre due milioni di contadini (per lo più analfabeti), migliaia di litri di latte che vengono trasformati in prodotti venduti sotto il marchio Amul nei piccoli negozi disseminati su tutto il territorio indiano.

Il successo di Amul deriva proprio dal suo particolare sistema di approvvigionamento che permette ai prodotti di arrivare al piccolo dettagliante delle cittadine o al grande supermercato di una metropoli indiana, partendo dagli allevatori.

Tutto ebbe inizio nella città di Anand (nello stato del Gujarat), quando nel 1946 il latte divenne il simbolo della protesta contro lo sfruttamento degli allevatori da parte degli intermediari che lo prelevavano per poche rupie, per rivenderlo poi nelle città più grandi al ben più alto prezzo di mercato.

Un sistema di cui beneficiavano solo i commercianti e gli intermediari, lasciando i contadini nella povertà.

Ben presto si diffuse il malcontento che portò i contadini di Anand, schiacciati da questo sistema, ad appellarsi al grande patriota indiano Sardar Patel, l’allora più importante politico indiano particolarmente attivo per le cause dei movimenti indipendentisti.

Proprio Patel consigliò ai contadini di ribellarsi dallo sfruttamento degli intermediari. Infatti il mercato consentiva guadagni elevati, che andavano però per la maggior parte nelle tasche degli intermediari e dei commercianti.

Tramite la cooperativa si voleva creare un sistema guidato e rappresentato dagli stessi allevatori e che permettesse a questi ultimi di controllare vendite, lavorazione e commercializzazione dei prodotti.

Nel 1946 i contadini di questa zona del Gujarat decisero quindi di scioperare, rifiutando di farsi intimidire e su ispirazione di Sardar Patel, la Kaira District Co-operative Milk Producer Union Ltd guidata da Moraji Desai e Tribhuvandas Patel prese vita.

A quei tempi, la cooperativa di quello che sarebbe divenuto poi Amul, comprendeva solamente due villaggi e contava la produzione di 247 litri di latte giornalieri.

Dal 1950 fu Dr Verghese Kurien , padre di “Operation Flood”, uno dei più importanti programmi di sviluppo agricolo nella storia, a guidare la cooperativa.

La svolta definitiva tuttavia arrivò dall’allora primo ministro Lal Bahadur Shastri. Egli comprese che Amul avrebbe avuto grande successo grazie al modello della cooperativa e decise di utilizzarlo anche per lo sviluppo del settore caseario a livello nazionale.

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Il fattore più importante fu rappresentato dalla sensibilità della cooperativa ai bisogni e alle richieste dei contadini.

Il modello di Amul guidato da Kurien infatti, aveva come scopo quello di essere replicato con successo in tutto il Subcontinente, ponendo il piccolo produttore sempre al centro della struttura organizzativa.

L’organizzazione di Amul era caratterizzata da una rete gerarchica di cooperative, che ancora oggi costituisce il corpo robusto della catena di approvvigionamento del GCMMF – Gujarat Cooperative Milk Marketing Federation.

Il GCMMF è la federazione diretta responsabile di una sola parte della catena, infatti un gran numero di soggetti esterni (distributori, dettaglianti e fornitori logistici), prende spazio in questo insieme, giocando quindi un ruolo decisivo all’interno della struttura.

Allo scopo di creare competitività sui prezzi di vendita, Amul dovette adottare una strategia orientata a rendere i propri prodotti accessibili alla massa di consumatori.

Amul si introdusse nel mercato del latte e dei latticini con grande successo, vincendo la concorrenza di grandi colossi come Hindustan Lever, Nestlé e Britannia.

Oggi il brand Amul raccoglie la maggior parte di prodotti caseari: latte liquido, latte in polvere, burro, burro chiarificati (ghee), formaggio, prodotti a base di cacao, dolci, gelati e latte condensato.

Ma l’aspetto più interessante di Amul è sicuramente il successo ottenuto coniugando gli interessi economici dei piccoli produttori con le dinamiche di un enorme mercato come quello caseario indiano.

Un modello che si è rivelato non solo equo e solidale nei confronti dei piccoli produttori ma anche estremamente competitivo.


Immagine tratta da hdimagelib.com

Fonti utilizzate:

Articolo “The extraordinary story of Amul” tratto da rediff.com;

Articolo “Kaira District Co-operative Milk Producer Union Ltd.” tratto da wikipedia.org;