Articolo in 2 minutiQuando capita di fare un salto in India, non serve essere Marco Polo per ritrovarsi a descrivere tessuti meravigliosi alla vista e delicatissimi al tatto, accessori dall’accecante splendore e dal dettaglio curatissimo.

Il subcontinente indiano, infatti, è ancora oggi uno dei luoghi di massimo interesse in quanto a moda, non soltanto per le fantasie sempre più usate ma anche per il taglio degli abiti, fino a qualche tempo fa inusuale in Occidente.

Kurti (camicia a maniche generalmente lunghe che arriva fino a sopra le ginocchia), salwar kameez (classico abbinamento di kurti e pantaloni, in cui il kurti ha solitamente lunghezza maggiore rispetto al normale, quasi da sembrare un vestito), sari (caratteristico abito femminile), dupatta (preziosa stola) sono termini sconosciuti al nostro orecchio, ma più che noti ai nostri occhi!

“Dimmi come ti vesti e ti dirò chi sei”: cosa ha da dirci sull’India la moda femminile del subcontinente?

 


 

Per approfondire – Cominciamo con una rassegna terminologica della moda indiana che dissiperà qualsiasi dubbio. L’abito sicuramente più conosciuto è il sari, costituito da un unico, lunghissimo, pezzo di stoffa abilmente indossato dalle donne indiane in modo diverso a seconda della regione o dello stile.

La base su cui viene indossato è data da un top a maniche corte nella parte superiore ed una gonna. Lo stile più comunemente usato prevede di infilare uno dei lembi finali nella zona del ventre, dove il sari funge da “cintura”, e drappeggiando la stoffa rimanente (pallu o pallav) sulla spalla sinistra.

Il pallu è anche la parte più bella del sari, spesso riempita di gioielli e brillanti: essendo una delle prime zone visibili agli occhi di chi si ha di fronte, non si può perdere l’occasione di renderla spettacolare!

Abbiamo poi il salwar kameez, uno degli abbinamenti “maglia – pantalone” più usati al giorno d’oggi per la facilità d’utilizzo e per la comodità, permettendo però anche di sbizzarrirsi con gli abbinamenti di colori.

Salwar è un termine usato per indicare i pantaloni, generalmente larghi sia sui fianchi che sulla gamba. Recentemente, forse su spinta dalla moda occidentale dei leggins, sono quasi più diffusi i churidar, ovvero dei pantaloni aderenti, per lo meno dal ginocchio in giù.

Sopra di essi si indossa la kameez, una lunga maglia, che forse noi definiremmo più un vestito, spesso colorata o in fantasia, e che si intona con il monocromo dei pantaloni. La kurti, invece, è una maglia lunga che spesso arriva fino a coprire le ginocchia, anch’essa di uso comune fra le donne indiane.

Dupatta, di cosa si tratta? Un termine autoctono per indicare un capo d’abbigliamento che svolge la stessa funzione della nostra stola. Di dimensioni piuttosto ampie, solitamente poggia su entrambe le spalle o su una spalla sola.

Essendo posta su una parte del corpo in bella vista, anche la dupatta tende a essere preziosa e sgargiante, spesso formando un elegante contrasto con i colori degli altri capi indossati.

Entrando nel merito, la fatidica richiesta “dimmi come ti vesti e ti dirò chi sei” non è poi così fuori luogo! Al giorno d’oggi, infatti, anche in India scegliere il proprio stile riflette cambiamenti sociali.

Si può dire con certezza che le donne siano diventate più aperte alla sperimentazione stilistica: mentre, infatti, fino a qualche anno fa certi colori si vedevano usati per lo più da giovani ragazze, ora anche le donne più avanti con gli anni possono permettersi di creare uno stile proprio, guardando “a cosa piace” e non “a cosa si addice”.

Gli abiti tradizionali continuano a essere molto presenti nei negozi di abbigliamento: vengono costantemente riadatti e rinnovati per compiacere il gusto delle donne indiane – e sempre più spesso, anche di quelle europee!

Allo stesso tempo, però, l’influenza della moda occidentale è indiscutibile: soprattutto nelle grandi città, le nuove generazioni tendono a uniformarsi allo stile europeo – mantenendo comunque quella dignità locale e caratteristica per la quale, ad esempio, le donne, in generale, non mettono in mostra le gambe o il seno.

Questa generale liberalizzazione dell’abbigliamento femminile è sicuramente indice di una maggiore libertà sociale recentemente raggiunta dalle donne (se vuoi saperne di più sull’argomento leggi: Single a trent’anni), le quali non si limitano soltanto a occuparsi della casa e dei figli ma hanno ora la possibilità di mostrarsi al mondo.

La moda come specchio della cultura: vero come non mai, soprattutto in India!

Di seguito alcune immagini degli abiti descritti. In ordine di apparizione: Sari, salwar kameez, dupatta, kurti e churidar. Date un’occhiata!

 


 Immagine principale tratta da www.fashionlady.in

Altre immagini, in ordine di apparizione, tratte da:

1) Sari: http://it.aliexpress.com/w/wholesale-fabric-sari.html

2) Salwar Kameez: http://clothing9.blogspot.de/2013/03/chanderi-silk-readymade-salwar-kameez.html

3) Kurti: http://www.justfortrendygirls.com/

4) Dupatta: http://onemoredress.blogspot.de/2011/07/indian-dupatta-from-behind-veil.html

5) Churidar: http://cheapestinindia.com/price/plain-silk-churidar-fabindia-63985-4377055