Articolo in 2 minutiLo scorso 15 agosto – in occasione del 68° anniversario dell’Indipendenza dal Raj Britannico – il Primo Ministro indiano Narendra Modi si è rivolto ai propri concittadini elencando una serie di progetti e proposte per il rilancio dell’economia.

Sono due le campagne principali appoggiate dall’attuale Governo: ‘La mia India Pulita’ (My clean India) e ‘Produrre in India’ (Make in India).

La prima punta a garantire un ambiente più salubre e acquisire dall’estero tecnologie per lo smaltimento dei rifiuti.

Con la seconda invece, il Governo si è posto un obiettivo anche molto ambizioso: agevolare l’accesso di investimenti esteri e attrarre unità produttive per potenziare il settore industriale del Paese.

 


 

Per approfondire – Negli ultimi mesi il Governo Modi ha lanciato diverse campagne e provvedimenti per facilitare la creazione di un gran numero di posti di lavoro e assicurare una nuova spinta all’economia.

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Una di queste campagne detta ‘la mia India pulita’ (‘My Clean India’) prevede investimenti e collaborazioni internazionali per poter dare un aspetto più pulito e curato al Paese.

La scadenza è fissata per una data simbolica, il 2 ottobre 2019, giorno in cui cadrà il 150° anniversario della nascita del Mahatma Gandhi.

My Clean India’ include campagne di sensibilizzazione dei cittadini, il potenziamento della rete idrica e fognaria, la costruzioni di ulteriori bagni pubblici nelle città più popolose e l’acquisizione di tecnologie dall’estero per lo smaltimento dei rifiuti solidi.

Nel piano di pulizia e riqualificazione del territorio ricopre un ruolo primario anche la purificazione delle acque fluviali – che in India hanno anche una grande valenza simbolica e rituale.

L’idea di fondo è che un Paese più pulito sia innanzitutto un luogo più salubre e dignitoso in cui vivere, ma anche una meta più appetibile per turismo e potenziali investitori. Ed è proprio agli investitori stranieri che si rivolge la campagna Make in India, concentrata nell’attrazione di unità produttive.

In un Paese come l’India dove il 65% della popolazione ha meno di 35 anni, riuscire ad attirare non solo investimenti finanziari ma anche l’apertura di aziende manifatturiere comporterebbe l’aumento dei posti di lavoro – e di conseguenza della capacità d’acquisto e dei consumi interni.

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Le politiche sostenute nel “Make in India” abbracciano diversi ambiti produttivi che vanno dall’aviazione civile fino al benessere e al turismo.

Secondo la piattaforma Info Mercati Esteri sviluppata dalla Farnesina, quelli più interessanti per le imprese italiane riguardano il settore automobilistico e componentistico, il chimico-farmaceutico, l’energetico (con particolare attenzione alle energie rinnovabili), le costruzioni e il food processing, soprattutto per quanto riguarda la catena del freddo necessaria per la conservazione del cibo.

Come ha affermato il Primo Ministro Modi in occasione del lancio della campagna, il Governo è consapevole delle lacune infrastrutturali del Paese e, per potersi affermare come polo manifatturiero, c’è ancora molta strada da fare.

Tuttavia, l’India dispone di tre vantaggi fondamentali – democrazia, demografia, domanda – con i quali nemmeno i Paesi asiatici concorrenti – in primis la Cina – possono competere.

 


 Fonti utilizzate: 

Articolo “Narendra Modi’s Independence Day speech: full text” da IndiaToday 

Articolo “Modi launches My Clean India campaign” da The Hindu 

Articolo “Dove investire – India” da Info Mercati Esteri 

Immagine tratta da articlesdiscussion.com