Articolo in 2 minuti – Una delle tappe fondamentali della vita di ogni indiano nonchè importante segnale di rispetto nei confronti della propria famiglia e sacramento del credo induista, il matrimonio riveste un ruolo importantissimo e viene ancora celebrato in osservanza di riti tradizionali, descritti nei testi sacri hindu e nelle epiche indiane.

Non solo unione della coppia, bensì delle loro rispettive famiglie di appartenenza che così consolidano un legame castale e sociale già esistente, riconosciuto a livello istituzionale e religioso.

Dalla scelta del futuro consorte alla preparazione fisica e spirituale delle due famiglie le cui esistenze si andranno ad intrecciare: tutto è studiato nei minimi dettagli, con il supporto di pandit (sacerdoti) ed astrologi che assicurano la buona riuscita dell’unione.

Celebrazioni di diversi giorni, in cui non si bada al risparmio, scandite da cerimoniali dal fascino intramontabile, che rievocano la saggezza millenaria di un popolo complesso e alquanto superstizioso.


Per approfondire – Indipendentemente dalla casta di appartenenza, dallo status sociale e dal grado di devozione religiosa di ogni singolo individuo, in India il ruolo del vincolo matrimoniale continua a rivestire un’importanza indiscussa.

Come si legge nei Dharma-shastra (alcuni fra i numerosi testi sacri indiani), la vita di un hindu si svolge in quattro stadi successivi, nei quali egli acquista progressivamente la consapevolezza del suo fine ultimo e si adopera per conseguirlo. Alla fase di apprendistato (brahmacharya), segue quella di capofamiglia (garhashtya), alla quale si accede tramite l’unione matrimoniale, per poi passare alle due successive, quella di meditazione e rinuncia dei beni terreni (vanaprastha) e quella del più assoluto ascetismo (samnyasa).

La maggior parte dei matrimoni sono combinati, ossia organizzati dalle rispettive famiglie. Ogni genitore si prepara sia psicologicamente che finanziariamente al compito di accasare i figli, quando l’età adatta si avvicina. Si comincia allora a cercare un partner ideale prendendo in esame diversi fattori quali casta, credo, quadro astrale di nascita, stato sociale ed economico della famiglia.

Normalmente, dopo aver passato in esame una serie di annunci matrimoniali che appaiono con regolarità su quotidiani locali e numerosi siti internet, si ricorre al parere di un esperto astrologo o sacerdote, che esaminerà il quadro astrale di potenziali sposini per sancirne la compatibilità. Laddove l’unione sia giudicata propizia per entrambe le famiglie, una data e fascia oraria opportuna per le nozze viene fissata.

È per tradizione la famiglia della sposa a sostenere i costi della cerimonia e del corredo nuziale, così da impressionare favorevolmente i futuri suoceri. Molto spesso, è proprio la mole della dote (dowry) a ostacolare un matrimonio o a trasformarlo in un insostenibile fardello economico per tante famiglie di classe medio bassa.

Per questo motivo viene spesso auspicata la nascita di un bambino maschio anzichè femmina. Atteggiamento che spesso comporta conseguenze più infauste come aborti o addirittura l’infanticidio di milioni di bambine indiane, troppo onerose per una fetta consistente della popolazione indiana.

In India i Love marriage, o matrimoni d’amore,  sono visti con sospetto e osteggiati dai religiosi ortodossi, perché tendono a trascendere e sfidare le barriere di casta, credo ed età.

Tuttavia, le cose stanno pian pian cambiando e la società ha iniziato a metabolizzare la possibilità di felici unioni nate più da sentimenti forti e scelte personali che da scelte studiate nei minimi dettagli, soprattutto tra le classi più  benestanti, abituate a una interazione quotidiana con individui di diversa provenienza e background.

Il matrimonio hindu si svolge in più tappe, con festaggiamenti che durano per circa cinque giorni consecutivi, al fine di espletare tutti i rituali religiosi sanciti dalla tradizione. Naturalmente, esistono moltissime varianti regionali e familiari, ma quelle che seguono sono le più comuni.

Il giorno che precede il matrimonio, la sposa si sottopone alla cerimonia del Mehendi: tutte le donne di famiglia e le amiche della sposa si riuniscono per decorarle le mani e i piedi con l’henna. In sottofondo, canti e musiche tradizionali accompagnano le loro azioni, in una sorta di addio al nubilato gioioso e di buon auspicio .

La leggenda vuole che più è intenso e scuro il colore del mehendi, maggiore sarà l’amore provato dallo sposo nei confronti della sua consorte.

Nell’area dove si celebrerà il matrimonio, viene montato un grande gazebo chiamato Mandapa, decorato da fiori e luci. Successivamente, un fuoco viene acceso sotto il Mandapa, come testimonianza della devozione reciproca dei futuri sposi. Ha così inizio una lunga cerimonia religiosa, di origine vedica, nella quale si rappresenterà ogni aspetto della futura vita matrimoniale.

Scortato da un corteo di amici e parenti, arriva lo sposo in processione (baraat) in groppa di cavallo. Ad accoglierlo la famiglia della sposa, di solito in lacrime, in quanto “costretta” a cedere la propria figlia alla famiglia dello sposo. Gli addii sono sempre strazianti per quanto pianificati in dettaglio per il benessere di entrambe le parti.

Il sacerdote brahmano di turno dà inizio ad una serie di riti religiosi per invocare la benedizione di Dio sugli sposi. La sposa offre yoghurt e miele allo sposo e ci si scambiano ghirlande di fiori. Alle divinità vengono offerte noci di cocco, petali di fiori e ghee (burro chiarificato).

Tramite la cerimonia del Kanya Danam, il padre della sposa affida la figlia allo sposo, dopo che questi promette per ben tre volte di assisterla nella realizzazione dei tre sacri scopi matrimoniali: dharma (dovere morale), artha (dovere economico) e kama (dovere sessuale ed amoroso).

Arriviamo dunque alla fase del vivaaha (matrimonio vero e proprio). Il sacerdote annoda il lembo finale della sari della sposa al bordo della sciarpa indossata dallo sposo. Ci si scambiano anelli e ghirlande di fiori e le offerte rituali sono gettate nel fuoco sacro che arde, compiendo tre giri rituali intorno a esso tenendosi per mano. Questa fase si chiama Agni Parinayana ed è accompagnata dalla recitazione di inni vedici per la prosperità, fortuna e fedeltà della coppia appena formata.

Al termine di ogni giro intorno al fuoco, lo sposo sale su una pietra o pedana, recitando una preghiera per la fermezza della loro unione, al termine della quale la sposa appoggia la punta del piede destro sulla stessa pietra. Siamo alla fase detta Asmarohana.

A conclusione della lunga cerimonia, si svolge il rituale dei sette passi, o Saptapadi: gli sposi compiono insieme sette passi intorno al fuoco sacro o lungo un percorso segnato da sette mucchietti di riso, fiori e altri simboli di prosperità e, a ogni passo, reciteranno invocazioni e promesse per la loro futura vita coniugale.

Gli appena dichiarati marito e moglie provvedono a riconoscersi come tali dinanzi alla comunità in festa.

Lo sposo cinge il collo della sposa con un girocollo detto mangalasutra, contenente i simboli di Shiva o Vishnu, e crea con il sindoor (polvere rossa di origine naturale) un piccolo marchio nella scriminatura dei suoi capelli e sulla fronte, a simboleggiare la sua nuova condizione di donna sposata. È la fase del Suhaaga.

Una volta conclusasi la cerimonia, gli sposi si dirigono verso la loro nuova casa (di solito quella della famiglia dello sposo) conservando in un braciere il fuoco sacro del matrimonio, che dovranno tenere costantemente vivo. La famiglia della sposa la saluta tra lacrime e felicità. Il sacerdote pone una noce di cocco sotto la ruota della macchina o, anticamente, del carro o sotto lo zoccolo del cavallo, e ne attende la rottura  alla partenza.

Nonostante in India siano presenti diversi credi religiosi (Induismo, Islam, Sikhismo, Buddhismo, Cristianesimo e innumerevoli religioni minori), il rito matrimoniale di cultura hindu è quello prevalente, sia per numeri che per fasto, osservando un cerimoniale dettato quasi quaranta secoli fa nelle antiche scritture dei Veda.

Numerosissima è la partecipazione degli ospiti, che possono godere della grandiosità nuziale, perché un matrimonio indiano non è solo lo sposalizio di un uomo e di una donna, ma anche l’unione dei componenti delle loro famiglie.

Chiunque non abbia mai sognato di convolare a nozze cambierà improvvisamente idea dopo aver assistito alle celebrazioni matrimoniali che si svolgono in India: gioia, fasto e colori che riscaldano i cuori!


immagine tratta da Nationalgeographic.it