Articolo in 2 minuti – Il primo ristorante Mc Donald’s nasce in California nel 1940, frutto dell’idea imprenditoriale dei fratelli Richard e Maurice McDonald.

Proprio dalla loro idea nascerà uno dei simboli della globalizzazione e del consumismo odierno più riconosciuti al mondo, alimentato anche dallo stile di vita frenetico richiesto dalla società.

Mc Donald’s è arrivato anche in India dove ha dovuto superare svariati ostacoli prima di incontrare il gusto indiano.

 


 

Per approfondire – Di origine statunitense e con sede centrale a Chicago, Mc Donald’s Corporation è la più importante catena di ristoranti fast-food nel mondo. Essa gestisce le proprie sedi di ristoranti nel mondo attraverso il franchising.

La conquista del grande Subcontinente avvenuta nel 1995, non fu priva di ostacoli imprenditoriali e proprio a causa di questi Mc Donald’s fu costretta a riformulare le proprie ricette per conquistare il consumatore indiano.

Proprio con l’arrivo della multinazionale nel ‘95 ci fu l’abbandono delle classiche ricette di Mc Donald’s basate sulla carne di manzo o di maiale allo scopo di adattarsi alle usanze dell’India, dove la mucca è un animale sacro; per i musulmani inoltre la carne di maiale è proibita e molti si attengono a una dieta vegetariana, in linea con le proprie regole culturali e religiose.

Nonostante la multinazionale avesse deciso di rivisitare il menù americano sostituendo la carne di manzo con gli hamburger di carne d’agnello e includendo nel menù un piatto vegetariano, Mc Donald’s non riuscì da subito a conquistare l’India.

In seguito a questo iniziale flop, Mc Donald’s capì che la strategia americana, rappresentativa del suo successo in tutto il mondo, non avrebbe mai funzionato in India e decise di optare per una totale “indianizzazione” del menù, adattando quindi tutte le pietanze al gusto deciso e speziato degli indiani. Fu così che lungo la storia di Mc Donald’s India nacquero il Maharaja Mac con carne di pollo al posto dell’hamburger di manzo con cui viene fatto l’americano Big Mac, il McVeggie Burger, il McAloo Tikki Burger e il Chicken o Veg McCurry Pan, per citare i più famosi.

A fine di mantenere i canoni di purezza del cibo dettati dall’induismo, i ristoranti Mc Donald’s furono creati per mantenere il reparto vegetariano totalmente separato dal reparto non vegetariano, dove vengono tutt’oggi preparati i piatti a base di carne animale.

La multinazionale ha quindi sempre tenuto fede ai suoi quattro principi: Quality, Service, Cleanliness e Value. Lo staff indossa delle divise distinte per colore a seconda dell’aera in cui opera e nelle confezioni del menù viene sempre indicato se il menù è vegetariano o non vegetariano con un bollino rispettivamente verde o rosso, come viene tipicamente eseguito sulle confezioni di cibo in India.

Leggi: Carne di manzo vietata in Maharashtra

Tornando alla storia: Mc Donald’s dovette affrontare non solo le questioni fondamentali relative agli ingredienti, adeguandoli ai gusti dei consumatori, ma anche quelle riguardanti la concorrenza e la gestione delle sedi dei diversi punti vendita.

Con l’opera di liberalizzazione economica iniziata nei primi anni ‘90, Mc Donald’s non fu la sola ad approdare in India: KFC, Pizza Hut, Burger King e le indiane Nirulas e Domino’s Pizza furono valide concorrenti della multinazionale di fast-food americana, la quale dovette faticare per ottenere una buona visibilità sul mercato.

Molte altre catene di fast-food cercarono di investire nel Subcontinente, ma fallirono per la mancata considerazione delle diversità culturali dell’India e per l’insufficiente valutazione delle conseguenze che questo importante fattore faceva ricadere sulle vendite. Il successo nel Subcontinente non può dunque derivare dalla mera trasposizione delle tecnologie e dei prodotti che risultano adeguati per qualsiasi altra parte del mondo.

I due soci selezionati per amministrare e controllare lo sviluppo di Mc Donald’s India furono Amit Jatia a Mumbai, proveniente dall’ambiente economico del tessile e dell’industria chimica; Jatia supervisionò i ristoranti nella parte meridionale e occidentale dell’India, mentre il nord e la parte orientale furono controllati dal secondo partner: Vikram Bakshi di Delhi, con un background basato sul mercato immobiliare.

Infine decisivo fu il target specifico sul quale Mc Donald’s decise di puntare: quello dei giovani indiani. Teenager e giovani frequentano tutt’oggi i ristoranti della catena per stare con gli amici e pranzare o cenare con loro a un prezzo ragionevole. Mc Donald’s è partito da questo segmento della classe media, per arrivare a conquistare anche le famiglie e le giovani coppie che spesso scelgono Mc Donald’s come location per il primo appuntamento.

Tra i piani futuri, la multinazionale ha quello di aprire una sede vicino ad alcuni siti religiosi; con un nuovo brand: “All-vegetarian Mc Donald’s”, per il quale verranno offerte pietanze esclusivamente vegetariane e prive di cipolla, aglio e altri alimenti considerati impuri secondo l’induismo.

 


Immagine tratta da: cnbc.com

Articolo “Vikram Bakshi & Amit Jatia: a tale of Mc Donald’s two franchise partners in India” da articles.economictimes.indiatimes.com

Articolo “How Mc Donald’s conquered India” da bbc.com

Articolo “McDonald’s India: Chain underperfoprming, hopers price slash will boost sales” da huffingtonpost.com

Articolo “McDonald’s in India: Would you like paneer or that?” da npr.org

Articolo “4 reasons why Mc Donald’s is succeeding in India” da slideshare.net

Articolo “McDonald’s adapt to India” da thunderbird.edu

Mc Donald’s in India; K. Dash; Thunderbird