Articolo in 2 minuti – L’India sta diventando sempre più un attore chiave nell’economia internazionale, oggi indebolita dalla crisi economica.

Il mercato indiano può essere una grande opportunità soprattutto per le aziende italiane, considerando le difficoltà dell’economia italiana.

E’ essenziale per le aziende che intendono posizionarsi efficacemente sul mercato indiano partire dall’analisi delle caratteristiche del consumatore.

I consumatori indiani rappresentano un profilo specifico al quale il Made in Italy deve sapersi rivolgere se vuole orientarsi al subcontinente.

I consumatori indiani infatti si differenziano fortemente tra i vari gruppi socio-demografici.

Inoltre le aziende che vogliono insediarsi sul mercato indiano dovrebbero tener conto che i clienti indiani: prediligono il prezzo alla qualità (price sensitive), hanno caratteristiche uniche (indianizing), sono orientati a prodotti internazionali e alla green economy.

 


Per approfondire – L’India rappresenta sempre più un “soggetto” importante nello scenario economico internazionale, oggi indebolito dalla crisi economica, che non risparmia nemmeno i grandi pilastri come la crescente Cina e gli evergreen Stati Uniti d’America.

La grande crescita indiana e le sue capacità economiche sono visibili anche alle imprese italiane.

La presenza di delegazioni indiane alle varie fiere in Italia è sempre più preponderante, inoltre si stima che gli investimenti da parte indiana sulle aziende del Made in Italy siano aumentati del 20,3%.

L’India rappresenta dunque un nuovo potenziale cliente-partner per l’Italia, definito anche dall’attenzione che i consumatori indiani stanno sviluppando verso il Made in Italy, attirati principalmente dalla qualità e dai marchi rinomati che bilanciano la percezione dei prezzi italiani, considerati ancora molto elevati.

Questa attenzione indiana può rappresentare per molte imprese italiane una grande opportunità per affrontare i colpi della crisi e per l’economia italiana un nuovo passo verso una ripresa.

Ma chi è in realtà l’acquirente indiano?

Potremmo innanzitutto suddividere l’India sotto il profilo socio-demografico, in quattro grandi gruppi:

1. Grandi ricchi (Upper class), composta dallo 0,6% della popolazione indiana, pari a 5,58 milioni di persone con un reddito netto annuo tra i 100mila e oltre 1 milione di dollari;

2. La classe medio-alta conta 21,6 milioni di persone e ricopre l’1,8% della popolazione con un reddito netto annuo compreso tra i 20mila e i 100mila dollari;

3. Classe media (middle class), include il 24,7% della popolazione (269,4 milioni di persone) il cui reddito netto annuo è compreso tra i 700 e i 20mila dollari;

4. La classe bassa (lower class) indiana rimane la più consistente in termini quantitativi: le persone con una fascia di reddito bassa (inferiore ai 700 dollari netti annui) e le persone indigenti corrispondono al 73% della popolazione, in valori assoluti si contano 876 milioni di persone.

Leggi: Tra sfarzo e miseria: quanta disuguaglianza!

Possiamo quindi stabilire che le fasce di reddito comprese tra la classe media e quella alta rappresentano i potenziali consumatori di prodotti e servizi offerti dal Made in Italy.

Analizziamo dunque alcune caratteristiche del potenziale cliente indiano, che le aziende italiane non dovrebbero sottovalutare:

– Price sensitive: la classe media indiana è sensibile al prezzo di vendita; all’alta qualità infatti predilige la funzionalità con un prezzo inferiore. In questo aspetto differiscono i grandi ricchi orientati al lusso, allo status sociale e al comfort che il bene o il servizio possono offrire, indipendentemente dal prezzo;

– Indianizing: rendere un prodotto accattivante per la classe media indiana, significa adattarlo ai gusti del consumatore indiano, ponendo particolare attenzione alla cultura e alla tradizione. Questi fattori devono essere presi sempre in considerazione (soprattutto per quanto concerne il mercato alimentare), in quanto potrebbero determinare la buona riuscita o meno di un investimento;

– Orientamento al mercato internazionale. La classe ricca si adatta maggiormente alle novità proposte dal mercato internazionale, ama sperimentare nuovi marchi di alta qualità anche se si presentano distanti dal tipico prodotto o servizio indiano;

– Green Economy. I giovani consumatori oggi pongono sempre più attenzione alla Green Economy, sviluppando un certo grado di sensibilità verso beni ecosostenibili. Questa nuova presa di coscienza si deve all’aumento in termini quantitativi e qualitativi dell’istruzione indiana, a cui un fetta sempre più ampia della popolazione riesce ad accedere.

Questi semplici punti possono offrire una base per una buona riuscita sul poliedrico mercato indiano, che come abbiamo visto, si differenzia fortemente tra i vari gruppi socio-demografici.

È fondamentale capire a chi si rivolgono le aziende in India, per comprendere dove il nostro Made in Italy può trovare sbocco nel subcontinente e per intuire quanto gli acquisti della clientela indiana siano influenzati dal background culturale e sociale di provenienza.

 


“The new Indian consumer” di  A. Gopal e R. Srinivasan;

“Changing profile of Indian consumer” di A. Agawal;

“Tutte le sfide economiche per l’Italia nel 2015” da Ufficio Analisi & Strategie di Utopia lab – Relazioni istituzionali, Comunicazione & Lobbying;

“Changing profile of Indian consumer” di A. Pushparaj;

“L’India ricalcola il Pil (+ 6,9% nel 2014) e si avvicina alla Cina” di G. Di Donfrancesco;

“L’India e il suo mercato” da The Indo-Italian Chamber of Commerce and Industry.

Immagine tratta da “The future of Indian consumer markets” di livemint.com