Articolo in 2 minuti – M.F. Husain, uno dei pittori indiani contemporanei più celebri e ammirati degli ultimi secoli, nonché uno dei più controversi artisti che il paese abbia mai prodotto, ha lasciato una grande impronta nella scena artistica Indiana.

Noto come l’artista scalzo per la sua abitudine di camminare e dipingere a piedi nudi, è stato più volte paragonato a Pablo Picasso per il suo stile innovativo e dissacratorio, nonché percepito come una minaccia alla tradizione dalla destra induista fondamentalista per aver dipinto divinità indiane completamente nude.

Costretto all’esilio, ancora oggi viene ricordato come una gloria nazionale. Tra le sue opera il capolavoro Bharat Mata (Madre India), che ha sollevato polemiche e disordini.

Questo articolo è un omaggio alla sua genialità.

 


 

Per approfondire – Se l’arte moderna potesse essere personificata, M. S. Husain ne sarebbe la forma vivente in India, per la sua abilità di osservatore dell’evoluzione nazionale del Paese.

Nato nello stato dell’India occidentale del Maharasthtra nel 1915 in una famiglia musulmana dalle radici Gujarati e Yemenite, Husain iniziò a dedicarsi alla pittura da autodidatta e a dipingere poster cinematografici a Mumbai.

Successivamente si iscrisse all’accademia di artisti progressisti di Mumbai e cominciò a lavorare per una azienda produttrice di giocattoli per mantenersi durante gli studi.

Nel periodo dell’Indipendenza Indiana e della partizione India-Pakistan, Husain, pittore prolifico che ci ha lasciato più di diecimila tele, decise di dare il proprio supporto all’India, terra tanto amata che gli diede i natali.

Infatti, anziché spostarsi in Pakistan nel periodo in cui i due paesi divennero indipendenti (cosa che molti musulmani fecero), decise di continuare a vivere ed operare in India.

Husain è stato descritto come una persona affabile ed energica, estremamente riflessiva e curiosa. Era solito svegliarsi ogni mattina alle quattro per dipingere, impegnandosi nella costante ricerca di innovazioni pittoriche, molto spesso ispirate dai suoi frequenti viaggi.

Amava le vetture sportive, le belle donne e le tinte forti.

Allo stesso tempo, la sua abitudine di camminare a piedi nudi simboleggiava la sua esigenza di connettersi alla gente del proprio paese, di rafforzare le proprie radici nel suolo indiano che gli stava dando tanto, permettendogli di compiere una scalata sociale rilevante e di affermarsi per il proprio estro e stile pittorico.

Agli inizi degli anni Novanta tra le frange più tradizionaliste della destra induista matura un’ostilità verso i dipinti dell’artista che si concretizza in una serie di cause legali a suo nome, per aver incitato conflitti religiosi inter comunitari con i suoi nudi di divinità indiane.

La tensione raggiunge il culmine nel 2006, con la messa all’asta di un suo dipinto per raccogliere fondi per le vittime indiane di un recente terremoto in Kashmir. Il dipinto era intitolato Bharat Mata (Madre India) e ritraeva una donna nuda in tinte rosee con le braccia ben distese e le gambe piegate a ricreare la forma del subcontinente indiano, con la chioma che simboleggiava le alture himalayane.

Una lacrima le rigava il viso a testimonianza del dolore provato per le innumerevoli calamità abbattutesi su di essa. Husain venne costretto a ritirare il dipinto dall’asta e venne citato in giudizio per il contenuto osceno della sua arte.

Da questo momento in poi, l’artista ebbe vita difficile: le sue mostre a Londra vennero sospese e i leader indiani di estrema destra offrirono ricompense a chiunque gli avesse tagliato le mani.

Nel 2008 la corte suprema di Delhi respinse le accuse di oscenità nei confronti d Husain e riconobbe il grande contributo artistico che il pittore stava apportanto al Paese, equiparando la nudità dell’India personificata alla purezza del suo popolo.

Tuttavia Husain, che aveva vissuto in esilio tra l’Europa e il Qatar per diversi anni, non fece ritorno in India. Nel 2010 ottenne la cittadinanza qatari e continuò a dedicarsi con fervore al proprio lavoro.

Tra i temi ricorrenti dei suoi dipinti, oltre alle divinità indiane spesso ritratte senza veli, ricordiamo degli scorci di vita rurale e urbana, grandi personaggi ispiratori come Madre Teresa e il Mahatma Gandhi, eroi delle epiche indiane del Mahabharata e Ramayana, scene del Colonialismo Inglese in India.

La sua morte, avvenuta a Londra nel 2011, ha segnato una grossa perdita nella scena artistica non solo Indiana ma mondiale. I capolavori che Husain ha lasciato a tutti noi restano comunque immortali, simbolo di una genialità e di un’acuta osservazione della realtà circostante.

Quella stessa realtà che tanto cruda e irriverente si mostrò nei suoi confronti.

Husain

Un’immagine del dipinto Bharat Mata di M. S. Husain

 


Immagine principale tratta da nilacharal.com

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