Il 10 dicembre si è concluso con la premiazione finale, lo straordinario festival del cinema indiano a Firenze River to River. IndiaInOut era presente.

Tre sono stati i vincitori del premio del pubblico: ‘Bhopal: A Prayer for Rain di Ravi Kumar’ (lungometraggio), ‘Two Dosas di Sarmad Masud’ (cortometraggio) e ‘The Hope Doctors di Diya Banerjee’ (documentario).


Firenze, 10 dicembre 2015. Si è concluso il River to River e IndiaInOut è stato presente tutti i giorni fino all’ultima serata come media partner tramite Francesco Santini, Sonia Orazi e Alessio Pittori.

Durante gli ultimi giorni tre proiezioni sono state particolarmente interessanti (due delle quali sono state anche premiate).

 

The Hope Doctors (2014) di Diya Banerjee

Questo documentario esplora il fenomeno dei dottori-clown che portano il sorriso ai pazienti sullo sfondo degli ospedali indiani afflitti da mancanza di rapporti umani e compassione, problematiche sempre più comuni in un’India sempre più simile all’occidente.

E’ un documentario che tocca il cuore, che aiuta a relativizzare i propri problemi quotidiani e a realizzare l’importanza della gioia, dell’ottimismo in qualunque situazione ci si trovi.

Consigliato a chi vuole capire di più l’India contemporanea e ha bisogno di un sorriso e di un po’ di ottimismo.

 

Premiazione - The hope doctors, Diya Banerjee

 

Bhopal, a Prayer for the Rain (2014) di Ravi Kumar

In pochi in Italia sono a conoscenza del terribile disastro industriale avvenuto a Bhopal nel 1984, il più grande della storia.Premiazione - Bhopal: a prayer for rain, Ravi Kumar

Avvenuto nella fabbrica della multinazionale Union Carbide (successivamente acquisita dalla Dow Chemical) di pesticidi di Bhopal (India centrale), si stima abbia causato la morte di almeno 4mila persone solo per gli effetti diretti.

E’ un film che con spietato realismo mostra l’infernale notte dell’incidente (3 dicembre 1984) tramite la storia di un operaio della Union Carbide e della sua famiglia che viene uccisa dai gas che fuoriescono e intossicano la città.

Grande è anche il senso di ingiustizia e rabbia nel vedere come la multinazionale se ne sia lavata le mani e cavata con un rimborso di appena 2mila dollari a vittima.

Consigliato a chi vuole conoscere il più grande disastro industriale della storia.

 

I figli della mezzanotte (2012) di Deepa Mehta

TrPremiazione - Midnight’s Children, Deepa Mehtaatto dall’omonimo romanzo di Salman Rushdie vincitore del Booker Prize, si tratta di un film della regista candidata all’Oscar Deepa Mehta.

Allo scoccare della mezzanotte del 15 agosto del 1947, mentre l’India dichiara l’indipendenza dalla Gran Bretagna, due neonati vengono sostituiti da un’infermiera in una clinica di Bombay.

Il film ripercorre la vita di uno di questi (Saleem) che si intreccia alla turbolenta storia del Paese.

Lo stile del film è quello del realismo magico, in cui elementi magici appaiono in un contesto realistico, e affronta tematiche storiche, sociali, psicologiche, culturali e post-coloniali dell’India.

Un film divertente, a tratti crudo ma epico, consigliato a chi vuole conoscere la storia dell’India a cavallo dell’indipendenza tramite una storia avvincente.

Per sapere di più in merito al best seller a cui si è ispirato il film, leggi la recensione “I Figli della Mezzanotte di Salman Rushdie


Immagine principale tratta dal sito ufficiale del Festival River to River

Le immagini dell’articolo sono state tratte dai siti ufficiali dei film