Articolo in 2 minuti – Professare liberamente la propria religione diventa sempre più difficile in India, storica patria del sincretismo.

L’attuale governo indiano del BJP, partito nazionalista di stampo hindu, inasprisce i controlli verso le altre comunità religiose.

Le norme per la tutela delle tradizioni hindu si fanno sempre più forti e le proteste vengono messe a tacere.

Nell’occhio del ciclone è soprattutto la comunità musulmana, la principale ‘minoranza’ religiosa del Paese, e questa volta non si  fanno sconti neanche alle star di Bollywood.

L’attore Aamir Khan ha fatto dichiarazioni non gradite ai gruppi più intransigenti.

Dopo i fatti di Parigi la tensione si è alzata e il pacifico sincretismo religioso è sempre più messo a dura prova.

L’intolleranza è diretta anche nei confronti delle conversioni degli induisti verso altre religioni. Il governo teme infatti la crescita delle altre comunità religiose rispetto a quella hindu.


Per approfondire – Il sincretismo religioso, cioè l’incontro e la conciliazione fra diverse forme religiose, risulta sempre più difficile in India dopo l’elezione del primo ministro Narendra Modi a capo del partito nazionalista BJP.

L’India sta vivendo oggi una forte pressione ad opera del governo per una maggior tutela dei costumi hindu.

Ne sono un esempio le iniziative come la giornata internazionale dello yoga, sostenuta pubblicamente dal governo nel giugno del 2015 (Modi stesso ha praticato le principali asana insieme ad altre 35mila persone sul Rajpath di Delhi) o il recente inasprimento delle ammende contro coloro che mettono a repentaglio l’esistenza di gaumata, la vacca sacra della religione hindu tutelata dalla Costituzione.

Inoltre, dopo gli attentati di Parigi è cresciuta la diffidenza verso la comunità musulmana.

Il clima di intolleranza e tensione ha recentemente riguardato anche il mondo del cinema.

L’attore Aamir Khan, musulmano, ha dichiarato di sentire la sua vita e quella della sua famiglia in pericolo. L’ipotesi di lasciare il paese per vivere in un posto più sicuro ha scatenato proteste e insulti contro il famoso attore di Bollywood.

Alcuni gruppi estremisti hanno addirittura fatto una colletta per acquistare un biglietto aereo per lui e sua moglie.

Volevano forse mandarlo su un altro pianeta come in “PK”, uno degli ultimi suoi film in cui interpreta un alieno in visita alla Terra?

L’attacco all’attore è amplificato dal suo attivismo sociale. Recentemente ha infatti presentato uno spettacolo televisivo intitolato Satyamev Jayate (La verità trionfi da sola) nel quale polemizza contro le tensioni inter-religiose degli ultimi mesi.

Khan si è difeso invitando il paese a riflettere sul concetto di Anekantavada, l’amore, la sensibilità, la forza emotiva, l’integrità e l’inclusione che dovrebbero sorreggere l’India.

Recentemente anche un gruppo di scrittori e intellettuali ha manifestato la sua preoccupazione.

Per approfondire, leggi anche: La protesta degli intellettuali contro il fondamentalismo hindu

Già nella primavera del 2015 l’attivista hindu Sadhvi Prachi del BJP aveva invitato la comunità hindu a non guardare film con famosi attori musulmani come Shah Rukh Khan e lo stesso Aamir Khan.

Gli eroi del grande schermo vengono infatti accusati di aver sposato donne hindu, seguendo così il Prem jihad (l’amore jihad), secondo il quale la sposa verrebbe convertita forzatamente all’islam.

Le campagne di tutela dell’induismo erano cominciate già da qualche anno da parte del BJP, appoggiato dal RSS, organizzazione di destra di stampo hindu.

Il Freedom of Religion Act dello Stato del Chhattisgarh, promulgato nel 2006, vieta le conversioni dall’induismo ad altre religioni e prevede multe fino a 20mila rupie (circa 275 euro) e il carcere fino a 3 anni per coloro protagonisti di conversioni “forzate”.

Nel 2010 il Freedom religion act è stato esteso a numerosi altri stati.

La Costituzione indiana del 1950  proclama che l’India è una repubblica “sovrana, democratica, socialista e laica”.

L’idea di democrazia ha in sé l’idea di libertà. La libertà è quella di chi sceglie un Dio. Il divino è espressione della necessità umana di sentire una forza trascendente.

Gli antichi testi dei Veda ribadiscono più volte questa presenza:

“Ogni pollice di vita sulla terra è associato a qualcosa di divino. Noi perveniamo alla piena conoscenza soltanto quando ci rendiamo consapevoli del divino e delle sue manifestazioni in ogni tratto di terreno sul quale camminiamo”.


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