Con questo post inauguriamo la sezione I Vostri Racconti.

Mandateci i racconti delle vostre esperienze in India che volete condividere con la comunità di IndiaInOut e saremo ben lieti di pubblicarli.

Cominciamo con il racconto di Alessia, 25 anni di Milano. Dopo la laurea ottenuta in psicologia, parte alla volta dell’India: il viaggio che ha sognato e programmato da una vita.

Tramite la sua esperienza con la scomodità sperimentata in India, Alessia ci da una prospettiva diversa.

Pronti per questo favoloso viaggio interiore?

 


 

Tante volte la gente mi chiede perché sono andata in India, perché ho scelto l’India come “vacanza”.

Per cominciare non chiamiamola vacanza, ma Viaggio.

C’è infatti una bella differenza.

L’India non è solo un viaggio in un paese straniero, con cultura, tradizioni, colori, e sapori estremamente diversi dai nostri. Si tratta soprattutto di un viaggio all’interno di se stessi.

Personalmente, ho scelto l’India perché, dai racconti di chi l’ha già vissuta, riuscivo a immaginarmela scomoda. Anch’io posso dire di aver trovato la mia India meravigliosamente scomoda. Ma badate bene, non si può dire che è scomoda perché oggettivamente lo sia. Un indiano non la percepirebbe scomoda come invece posso percepirla io.

Allora l’India è scomoda per me. L’India mi scomoda. Mentre mi scomoda, posso godere di questa meravigliosa scomodità. Perché grazie a questo posso provare a ricercare sempre nuove posizioni, modi di stare e soluzioni a me stessa.

L’India è scomoda come i suoi viaggi in treno:  non c’è mai un posto a sedere, te lo devi creare. Devi inventartelo.

Che sia per terra nel corridoio, insieme ad altre decine di sguardi indiani che ti fissano ininterrottamente, in un angolo schiacciato vicino al wc peraltro non troppo profumato tra liquidi di ogni genere, sul sedile appiccicoso, premuti e immobilizzati l’uno contro l’altro, o in braccio a qualcuno, in equilibrio sul portapacchi insieme ai bagagli o ad altri passeggeri.

In India non ci si fa troppi problemi, ognuno deve cercare il suo posticino e la maggior parte delle volte non c’è, quindi occorre inventarselo, che sia comodo o meno. La maggior parte delle volte rimane scomodo e per accaparrarti quello un po’ meno “difficile”, devi sgomitare.

Poi ti guardi intorno e vedi che, in fin dei conti, tutti sono un po’ scomodi. Per gli indiani, molto probabilmente, nessuno di quei posti è davvero poco confortevole: sono abituati a viaggiare così.

Io, che invece sono abituata a viaggi in treno con posto assicurato (e magari anche con finestrino, aria condizionata e chissà quali altri eccessivi lussi), durante la mia esperienza, percepivo ognuno di quei posti scomodi. Ma ero felice, proprio perché l’India mi ha permesso di viaggiare scomoda.

Cambiare posizione e scoprire nuovi modi di sedermi, sdraiarmi, girarmi, osservarmi, cambiarmi… non sapete che bello, poter osservare un viaggio dall’alto di un portapacchi. Cambia ogni prospettiva. Cambia ogni folle, relativistica visione del mondo.

La scomodità dona nuove possibilità di vivere un viaggio. E un viaggio scomodo significa anche avere continui fastidi: puzze, pruriti, caldo, rumore, voci, spintoni, calca e sporco ovunque.

Proprio in quel momento, i fastidi più antipatici ti si appiccicano addosso e non ti mollano più, è nelle diciotto ore di traversata Varanasi – Haridwar, che inizia in me il più bel dialogo interiore di sempre.

Inizi a riflettere sui tuoi limiti, sulle tue inutili convinzioni italiane, sulla superficialità del viaggiare comodi e sulle credenze stupide che viaggiare comodi sia più conveniente, bello, pulito e sano.

Allora penso: “finalmente si può imparare a scegliere la scomodità!”

Il mio è un invito: andate in India, recatevi in una stazione e chiedete un biglietto “per la scomodità”. Ne uscirà una delle esperienze più forti e appaganti della vostra vita, ve lo posso assicurare!

Sempre che riusciate ad accaparrarvelo questo biglietto.

Ma questa è solo un’altra delle tante altre meravigliose, incredibili e scomode avventure indiane.

Per avere consigli pratici sul viaggio in treno in India leggi anche: Viaggiare in Treno in India, 8 consigli per te.

 


Foto dell’autrice

 Alessia Savino – alesavi-90[at]hotmail.it