Lo scorso lunedì dodici persone sono state arrestate in un cinema indiano per essere rimaste sedute durante la trasmissione dell’inno nazionale prima del film.

La legge indiana stabilisce infatti che nessuno possa astenersi dall’alzarsi in piedi durante l’inno nazionale.


Trivandrum, Kerala, 12 dicembre 2016. L’accaduto di lunedì in un cinema a Trivandrum, in Kerala, non è un episodio singolare. In India è prassi trasmettere l’inno nazionale prima di ogni film e tutti i cittadini si alzano in piedi.

I dodici malcapitati lunedì sera, accorsi al cinema per partecipare a un festival di cinema internazionale, non avevano considerato la serietà dell’ordinanza quando, rimasti seduti durante l’inno, si sono ritrovati in arresto per non averne portato rispetto.

Successivamente sono stati rilasciati ma con l’accusa di “rifiuto di obbedienza a un ordine delle forze pubbliche, causando disturbo agli altri cittadini”.

Già la scorsa domenica, otto persone sono state aggredite in un cinema a Chennai per lo stesso motivo, con l’accusa di non avere mostrato rispetto per l’inno nazionale.

A ottobre, la stessa sorte è toccata a un disabile, messo a sedere su una poltrona del cinema dalla sua sedia a rotelle e vittima di violenza da parte di alcuni membri dell’audience per non essersi alzato.

Nel 1971, l’India ha varato una legge secondo cui qualsiasi impedimento alla performance dell’inno o disturbo causato a un individuo impegnato in tale atto, è punibile fino a tre anni di prigione o con una multa.

L’applicazione di tale legge è stata rafforzata dalla Corte Suprema lo scorso ottobre, con l’ordinanza che l’inno nazionale deve essere trasmesso in tutti i cinema dello Stato con l’immagine della bandiera indiana e nessuno può astenersi dall’alzarsi in piedi.

L’ordinanza sancisce inoltre che le porte rimangano chiuse durante il canto dell’inno per evitare l’entrata o uscita di persone. La Corte ha successivamente stabilito l’esenzione per le persone disabili.

L’attuale governo si è rivelato molto esigente sulle manifestazioni di patriottismo da parte degli indiani e l’ordinanza, supportata dal partito nazionalista hindu al potere, il BJP, ha generato molte controversie.

Negli scorsi tre anni, diversi episodi hanno visto l’espulsione di persone dai cinema, con l’ulteriore accusa di sedizione per non aver rispettato l’inno.

Critiche alla legge della Corte Suprema definiscono l’episodio come un caso di abuso giudiziario e un attacco alla libertà di espressione.

Il politologo Suhas Palshikar ha affermato che la legge minaccia di trasformare “i cittadini in sudditi”. Gopalkrishna Gandhi, ex-diplomatico, ha scritto: “L’inno nazionale non è un semaforo che deve essere rispettato. Non è una tassa da pagare. Né un esame da consegnare.”

Secondo Palshikar, in India il patriottismo di stato solleva preoccupazione perché “genera casi di vigilantismo o dinamiche di stato autoritario, se non entrambe”.

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Foto tratta da www.bbc.com

Fonte: Articolo “Why are Indians being arrested for sitting during the national anthem?”, da  www.bbc.com.