Alessandra Loffredo ci porta alla scoperta di Shimla, ex-capitale estiva del Raj britannico e odierna capitale dell’Himachal Pradesh, oggi tra le più famose stazioni collinari in India.

L’autrice dell’articolo è Alessandra Loffredo, fondatrice del portale online Guida India, inesauribile fonte di curiosità e informazioni su storia, arte, architettura, letteratura, musica, cinema e grandi personalità legate all’India.

Articolo originale tratto da Guida India e disponibile a questo indirizzo.


Il notevole patrimonio architettonico di Shimla, ex-capitale estiva del Raj britannico, lotta per sopravvivere e rifiorire tra incongruenze burocratiche, entusiasmo popolare e speculazione edilizia. E comincia a ricordare la sua storia.

Verso la fine del XIX secolo, pochi mesi dopo aver lasciato Northbank, la casa dove abitava a Shimla, Rudyard Kipling scrisse chiedendo a Edward Buck, l’agente Reuters in India che ne era diventato il nuovo inquilino, se le scimmie continuavano a intrufolarsi in casa rubando le spazzole.

Le scimmie non rubano solo le spazzole nei pressi di villa Northbank, situata giusto sotto Catholic Hill, ma si dedicano a volte anche ad assaltare gli ignari passanti, come qualunque residente può testimoniare.

Le scimmie fanno parte dell’immagine di quella che fu capitale estiva del Raj britannico così come le magioni che a quell’epoca risalgono, quali la stessa Northbank o Rothney Castle, Inverarm, Jungle House e molte altre.

Ognuna di queste residenze ha una storia da raccontare: celebri feste, ospiti illustri e anche qualche fantasma. Così, l’iniziativa intrapresa dal dipartimento per il turismo del governo dell’Himachal Pradesh per raccoglierne e catalogarne le vicende si è trasformata in una sorta di caccia al tesoro collettiva, alla quale stanno partecipando tutti coloro che amano questa scoscesa cittadina.

Documenti, fotografie, oggetti, lettere, resoconti, ricordi e aneddoti – alcuni autentici, altri leggendari – stanno fluendo copiosi sulla scrivania del direttore del dipartimento, il dottor Arun Sharma.

Residenti, emigrati, storici dilettanti e persino sconosciuti incrociati casualmente durante le sue passeggiate mattutine si sono mobilitati per ricomporre la memoria della città.

Hugh Rayner, libraio antiquario inglese, ha scritto al dottor Sharma per contribuire allo scopo col tesoro in suo possesso, costituito da fotografie originali scattate tra il 1850 e il 1930 agli edifici, agli abitanti e agli eventi di Shimla, perché  “particolarmente affezionato al luogo”.

Volevamo solo ravvivare l’interesse degli abitanti verso il patrimonio storico-artistico della città e creare più consapevolezza rispetto alle follie urbanistiche che si stanno perpetrando oggi“, spiega Sharma.

Ma al dipartimento non si aspettavano certo una simile risposta e tutto il materiale raccolto servirà ora a comporre un volume illustrato, che cercherà di promuovere Shimla non solo come stazione collinare ma anche come luogo di alto interesse culturale.

Raaja Bhasin, storico locale impegnato nel progetto editoriale, conferma: “L’idea è quella ‘ripresentare’ Shimla anche ai suoi stessi abitanti, divenuti ormai ciechi e indifferenti nei confronti della loro città“.

shimla

Sebbene l’edificio più noto di Shimla sia sempre il Viceregal Lodge, la residenza estiva dei vicerè britannici che oggi ospita l’Indian Institute of Advanced Study, Shimla offre infatti moltissime altre magioni coloniali ricche di storia.

Molte hanno ospitato personaggi celebri che, secondo le dicerie locali, in qualche caso hanno anche deciso di restarci permanentemente in qualità di fantasma residente.

Quello di Rothney Castle, per esempio, pare sia Allan Octavian Hume, antico proprietario e tra i fondatori dell’Indian National Congress; poichè in quella casa si tennero non solo memorabili partite di biliardo alle quali partecipava anche il Pandit Nehru, ma anche numerose sedute spiritiche a causa dell’interesse per l’occulto dell’anfitrione, l’eventuale presenza del suo spirito parrebbe in effetti cosa coerente.

Ma ad ogni modo è la sua magnifica sala da ballo a fare di Rothney Castle una delle residenze più belle di Shimla e che, si mormora, potrebbe venir acquistata presto proprio dal Partito del Congresso.

Dall’altra parte della città, a Summerhill, a The Holme visse e dipinse negli Trenta la leggendaria artista Amrita Sher-Gil, la Frida Kahlo indiana.

Poco distante c’è Manorville, l’elegante edificio in legno e mattoni che grazie alla donazione della proprietaria, ospita oggi la guest house dell’All India Institute of Medical Sciences; fu proprietà di Raj Kumari Amrit Kaur, figlia del Raja Harnam Singh di Kapurthala, fervente gandhiana e prima donna indiana a diventare ministro – della sanità – carica che conservò per i primi 10 anni dell’India indipendente.

Il Mahatma fu spesso suo ospite e la stanza da lui occupata è stata conservata intatta. Poco oltre c’è villa Belvedere, dove abitò il gioielliere siriano A.M. Jacob, dal quale prende nome il sesto diamante più grande del mondo, il Jacob appunto, da lui venduto all’epoca al Nizam di Hyderabad e in seguito acquistato dal governo indiano.

Ma accanto all’entusiamo popolare suscitato dal progetto editoriale, esistono anche altri aspetti di difficile gestione: da una parte l’indisponibilità di molti tra gli attuali proprietari a permettere le visite alle loro antiche e preziose magioni e dall’altra lo stato di deplorevole abbandono in cui versano invece altre tra queste. 

Woodfield, dove trascorse l’estate del 1893 Tagore, è per sempio assai danneggiata; Villa Belvedere, che ospitava fino a qualche tempo fa le classi primarie della Auckland House School – fondata nel 1866 per l’educazione delle ragazzze europee dislocate in India e ancora oggi tra le migliori istituzioni scolastiche del settentrione indiano – è stata abbandonata perchè dichiarata inagibile, dopo che il governo aveva effettuato dei lavori che comprendevano un tunnel sotterraneo sotto l’edificio.

La direttirce, la dottoressa Sunita John, attende fiduciosa che il governo ripari ora i danni. Così come a Rothney Castle si sono a lungo attesi i permessi necessari, solo recentemente emessi, per poter finalmente effettuare alcuni imprescindibili e complessi lavori di restauro.

Se vuoi visitare un’altra stazione collinare nell’India del nord, leggi: Tra Darjeeling e Ghum a caccia di templi e monasteri


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