Partita per l’India per seguire il marito, Michela ci racconta con il suo stile ironico e pungente i diversi tipi di espatriati da lei incontrati in India.

Michela Zorzi, in India (a Pune) dal 2013, è appassionata di yoga, lavora come volontaria in un orfanotrofio, scrive in un blog in cui parla delle sue disavventure indiane, dello shock culturale e di come sopravvivere in questo Paese.

L’articolo originale è tratto dal suo blog Sopravvivere in India ed è disponibile a questo indirizzo.


In questi giorni mio marito ha deciso di partire e andare all’avventura di paesi poveri.

L’India non gli basta e lui è uno strano.

La singletudine imposta ha messo in stato di allerta i miei amici, si sono fatti in quattro per non lasciarmi mai sola e per controllare che io mangiassi a sufficienza!

In questi giorni in cui riscopro il piacere di essere figlia acquisita mi ritrovo a pensare a quante tipologie di espatriati ho incontrato, in questo angolo di mondo dimenticato da Shiva e anche da Pollon.

Espa-lagna

L’espatriato lagna è quel tipo di persona insofferente verso l’India e verso la vita in generale.

Appena atterrata io ne ero un perfetto esempio!

Diventare un espa-lagna è semplicissimo in questo paese in cui c’è un surplus di: traffico, persone, assurdità, povertà, castismo e violenza senza senso.

Ammettiamo assieme di essere stati almeno un po’ espa-lagna anche noi, ma esistono soluzioni per uscire da questo circolo vizioso che non solo vi attirerà le ire degli indiani, rendendo la vostra via un vero inferno, ma vi corroderà anche dentro, rendendovi persone infelici e quindi di merda!

La prima cosa da fare è rendersi conto (molto egoisticamente) della fortuna che abbiamo, siamo nati in Italia, un paese in cui nella pasta non ci mettono il ketchup, se nasci figlio di operai puoi diventare comunque qualcuno e nessuno ha il diritto di farti sentire una merda solo perché sei nato di una casta inferiore.

La seconda cosa da fare è uscire, uscite di casa, incontrate gente, iscrivetevi a qualsiasi gruppo Facebook di italiani all’estero e conoscete persone nuove.

Fate delle gite, andate in vacanza e comportatevi da indiani, reagite alle avversità con un’ingiustificata serenità.

Espa-chic

L’espa-chic è quella persona che non fa certe cose perché non sono abbastanza IN. Per esempio non mangia streetfood, non prende il rickshaw, non cammina a piedi e non compra la frutta dal baracchino perché è sporca.

Questa tipologia di persone si differenziano dall’espa-fobia per la puzza sotto al naso, e per il fatto che, come King Jong-un, non cagano.

Giudicare l’espa-chic e metterlo nella categoria “persone da evitare” è semplice, ma spesso questo tipo di espatriato non è altro che un espa-fobico o espa-lagna che non vuole ammetterlo.

È quindi nostro compito far ragionare l’espa-chic dicendogli prima di tutto che le verdure dal baracchino sono le stesse del supermercato extra-lusso, semplicemente non rincarate del duecento percento.

Fategli capire che camminare, prendere germi e ammalarsi fa parte del grande gioco chiamato Indianopoli e noi, italiani tutti, giochiamo per vincere.

Quindi, mio caro espa-chic, abbandona la strada conosciuta e avventurati in quel meraviglioso sentiero chiamato mal d’India o più comunemente cagotto dovuto al cibo!

Espa-fobia

L’espa-fobico è quella persona che ha gli stessi atteggiamenti dell’espa-chic ma ne soffre.

Lui/lei vorrebbe avventurarsi nel meraviglioso universo chiamato influenza intestinale, ma qualcosa lo trattiene, un trauma infantile o l’idea di passare giornate al cesso.

Con l’espa-fobico ci vuole pazienza e determinazione, ti devi fissare degli obiettivi, che a te sembreranno cose da poco ma per lui saranno sfide insormontabili.

Iniziate a portarlo in ristoranti indiani e man mano scendete nel grado di pulizia, salendo automaticamente il grado di bontà del cibo!

Portatelo a fare brevi passeggiate che poi si protrarranno man mano, adducendo scuse degne del miglior indiano.

Il passo dal “non mangio” al mangiare nel peggiore street food è più breve di quanto sembri, voi lo sapete, basta solo aver pazienza!

Espa-hippy

L’espatriato che viene a Pune perché amante di Osho è un must, personalmente queste persone non destano la mia simpatia e accettare di conoscerle è stata la mia sfida più grande!

Questi espatriati arrivano in India con il cuore colmo di spiritualità e misticismo, insegnatogli da maestri occidentali che vengono in India per due mesi, si chiudono in un ashram, tornano in Italia e raccontano di quanto l’India sia mistica.

E grazie al cacchio, per due mesi ha vissuto sempre con le stesse persone che gli davano vitto, alloggio e fregnacce sulla pace interiore a prezzi folli.

La cosa triste di questi espatriati è che nel giro di massimo due settimane diventano espa-lagne e accusano Dio di averli ingannati.

Ecco, in quel momento voi dovete agire e aiutarli come aiutereste un normalissimo espa-lagna.

Guarirà da solo e scoprirete che sotto all’espa-hippy-espa-lagna batte un cuore come il vostro ed esattamente come voi, anche loro, vogliono vincere Indianopoli!

Ma poi perché?

Ma perché tutta questa lista?!

Per farvi capire, miei cari amici e adepti, che lo sbaglio più comune all’estero è quello di cercare amicizie come quelle che avete in Italia.

Quell’amica d’infanzia e quell’amichetto con cui giocavate nella sabbia qui non esistono.

Non dico che non troverete quel tipo di amicizia, dico solo che troverete più facilmente un diverso tipo di amicizia che a prima vista può sembrare meno forte ma in realtà non lo è.

Quindi, miei cari lettori e bestie di Satana, non diventate degli expat-stronzi (categoria che non ha bisogno di spiegazione) ma lanciatevi in nuove amicizie, nuovi rapporti, arricchite la vostra vita e chissenefrega se avete più amici italiani che stranieri o viceversa, l’importante è che quando vedete quella ragazza senza cellulite e con le tette grosse, accanto a voi ci sia una persona che con amore vi guarda e vi dice: “si ma chill e nu cess, tu si meglio”!

P.S.: Gli amici napoletani valgono anche un po’ come amici stranieri!


Foto tratta dal blog dell’autrice