Partita per l’India per seguire il marito, Michela ci racconta con il suo stile ironico e pungente come sopravvivere alla nostalgia dell’Italia.

Michela Zorzi, in India (a Pune) dal 2013, è appassionata di yoga, lavora come volontaria in un orfanotrofio, scrive in un blog in cui parla delle sue disavventure indiane, dello shock culturale e di come sopravvivere in questo Paese.

L’articolo originale è tratto dal suo blog Sopravvivere in India.


Quasi un anno fa i nostri genitori vennero a trovarci in India, furono venti giorni di fuocoLi abbiamo amati e odiati, alla fine torneranno, forse, lo speriamo, lo giuro che ci speriamo.

Questi sono degli stralci delle mie memorie di quei giorni, prendetene e leggetene tutti, io ce l’ho fatta, sono sopravvissuta, vi sono vicino.

Se, come noi, siete degli incoscienti, e avete organizzato un viaggio fai da te, imperterriti di tutto e tutti, ricordatevi che il capitolo cibo deve essere l’argomento principale della vostra gita.

Qualche genitore si approccerà con paura al nuovo cibo, farà confronti, romperà i coglioni, si atteggerà da nuovo Cracco e vorrà la pasta, ma costa cinque euro al pacco quindi te la sogni la pasta per venti giorni!

Altri genitori invece fingeranno interesse, vorranno provare nuove cose, si atteggeranno a nuovi antropologi culinari e vi pregheranno di provarne ancora.

Non so chi sia il peggiore fra queste due categorie, quello che deve risultare chiaro fin da subito è che voi dovete apportare una sorta di terrorismo culinario passivo-aggressivo.

Metteteli all’erta sui possibili pericoli dovuti all’intossicazione alimentare, mescolando racconti dell’orrore a testimonianze di quelle volte che avete mangiato in baracche vicino a letamai e avete digerito tutto in maniera eccelsa.

Terrore-amore, amore-terrore.

In questo clima di instabilità narrativa i vostri genitori dovrebbero capire l’importanza di mangiare solo quello che gli dite voi.

Se farete così, forse, vi risparmierete la vista di vostra suocera che con nonchalance vi annuncia di essersi mangiata tutta la verdura cruda. Non morirete d’infarto quando vi accorgerete che no, non ero uno scherzo di cattivo gusto, lei si è veramente mangiata tutta la verdura cruda, portatrice sana di intossicazione alimentare.

Un altro punto importante sono gli spostamenti

Come sapete in India per andare da un posto all’altro ci mettete una media di otto ore in macchina, e non sto parlando delle autostrade italiane, io sto parlando di otto ore in cui la cosa più entusiasmante che succede è vedere un gregge di capre.

Ore e ore infinite in cui non succede niente, il driver ascolta musica indiana e tu non la fermi perché la musica è l’unica lieve amica che lo salva dal prendere sonno mentre sta guidando.

Tu non vuoi che tua suocera si accorga che il driver si sta addormentando mentre guida vero? Perché tu lo sai che il driver si addormenterà, è per questo che tuo marito è seduto di fianco a lui, per dargli delle leggere scosse in modo che non succeda, in modo che tua suocera non se ne accorga, perché quello sarebbe il momento dello sfacelo.

Alla fine se ne accorgerà, non preoccupatevi, la suocera è come quel tipo che vede tutti e giudica tutti, è la versione umana della favola di Dio.

Lei è onnipresente, e infatti si sveglierà da uno stato di semi dormiveglia, si accorgerà che il driver sta per passare alla fase REM, urlerà, e da quel momento inizieranno otto lunghe ore di vigilanza da parte di tua madre in law, e in quel momento le ore di punizione della suora, alla scuola materna, non ti sembreranno poi così male.

I mendicanti, last but not least, lo sai che i mendicanti saranno un punto debole della catena “serenità genitori in India”.

Il business dei mendicanti è ben costruito, è una macchina che tarderà a fermarsi e le vittime preferite sono sempre i turisti, possibilmente over quaranta, perché si lasciano abbindolare facilmente.

In questo campo posso dirti ben poco, cerca di metterli al riparo da questi attacchi, ricordagli che qua vince il più forte e turista vs mendicante vince sempre il mendicante.

Ma questa volta hanno un aiuto , non sono semplici turisti ma sono accompagnati da expat, forse ce la possono fare, forse riusciremo a fare venti metri senza avere dieci bambini che cercano di venderti robaccia. Mancano pochi centinetri alla macchina, ci siete quasi.

Alla fine arriverà, non ti preoccupare, arriverà quel bambino che, con naturalezza calcolata, urlerà una frase in italiano, tua suocera si girerà, lo guarderà e il bambino, con uno scatto che Bolt levate, si piazzerà davanti alla portiera, arriveranno altri venti mendicanti e quella sarà la fine.

In quel momento la suocera è persa, mollatela, sacrificatela all’altare dei mendicanti bambini, non provate a farla ragionare, non ricordategli di non parlare, ormai per lei è finita.

Voi invece, usate quei preziosi minuti per correre alla macchina, partite e trascinatevi la suocera in corsa, così, come un film d’avventura.

Lo so, non è semplice, stare lì, guardare ore e ore di “non parlare con i mendicanti soprattutto i bambini, soprattutto i bambini che ti vogliono vendere cose” buttate nel cesso.

Non sarà semplice rimanere calmi e scattanti mentre tua suocera sta strapagando una merda che non vale niente. Ma dovete farlo, dovete rimanere sereni e dovete farlo per il resto del gruppo.

In tutto questo dovete ricordarvi che la sacra famiglia non va abbandonata, non va dimenticato che l’India è come un’eterna partita a risiko.

Ci vuole preparazione, ma anche tanto culo, quindi è inutile che vi sveniate per preparare il viaggio perfetto senza inconvenienti, capiterà comunque qualcosa che non avete previsto.

Non vi preoccupate, alla fine della giornata ricordatevi  che comunque vi mancheranno, vi mancheranno tutti, vi mancheranno anche gli indiani.

Fatevi forza espatriati con la famiglia in visita, finirà, un giorno tutto questo finirà!


Foto tratta dall’articolo originale