Articolo in 2 minuti – A Delhi come in molte altre zone dell’India, il calore sta raggiungendo i suoi picchi più alti. Mentre le temperature nella capitale raggiungono delle massime di 48° C, in molti aspettano con ansia l’arrivo del monsone.

Nella cultura indiana, infatti, la stagione delle piogge è vista come elemento di positività e bellezza ed è stata spesso soggetto di opere d’arte, poesie e canzoni. Ciò si contrappone all’idea occidentale di bellezza legata al sole e al calore.

Visti i picchi delle temperature indiane, però, anche per gli occidentali più legati alla propria cultura e che al momento risiedono a Delhi non è difficile cambiare idea riguardo al ruolo e al significato della pioggia.

 


 

Per approfondire – Giugno, Delhi. Il calore si manifesta in ogni cosa. Il sole colpisce implacabile ogni angolo della città. L’erba nei parchi si è seccata ormai da tempo. Donne e uomini si coprono il capo con panni e foulard per proteggersi dal sole.

Le strade non sono più animate come lo erano solo un mese e mezzo fa e i venditori ambulanti si nascondono all’ombra striminzita delle case, coprendo la loro mercanzia con panni bagnati.

Una corsa in risciò – il veicolo a tre ruote per passeggeri simile all’Ape Piaggio – che generalmente è caratterizzata da una piacevole brezza sul volto, si è ormai trasformata in una tortura quotidiana in cui un vento caldo e insopportabile amplifica la sensazione di calore e a cui è impossibile scappare.

E mentre le massime riportate per quest’anno a Delhi raggiungono i 48 gradi, sudore e spossatezza caratterizzano ormai ogni attività della giornata. Con chiunque si parli, c’è un unico tema ricorrente: la pioggia.

Tutti aspettano con impazienza l’inizio dei monsoni, la stagione delle pioggie quando, per due mesi, la città sarà inondata da acqua e frescura. Manca poco. C’è chi dice un paio di settimane, chi già sente l’odore della pioggia nell’aria.

I più pessimisti affermano che manca ancora almeno un mese all’inizio del monsone, durante il quale l’aria di Delhi si riempirà di un’umidità che renderà ancora più insopportabile il calore.

Quando la pioggia finalmente arriverà all’improvviso, sarà accolta da ondate di gioia collettiva: il traffico si paralizzerà e tutti scenderanno da macchine e risciò per poter godere della sensazione dell’acqua sulla pelle.

E chi sarà in casa salirà sui tetti per poter gridare la propria gioia, mentre gocce torrenziali gli inonderanno il volto: almeno per quest’anno, il caldo e l’arsura saranno finiti.

In buona parte del nord dell’India, le stagioni si alternano seguendo un ciclo simile a quello di Delhi: mentre gennaio e febbraio sono caratterizzati da un freddo più o meno intenso, marzo e aprile sono in genere i mesi dal clima più mite dell’anno. Da maggio in poi, però, l’ondata di calore invade questa parte del Paese, facendo crescere ogni giorno di più il desiderio che la pioggia, finalmente, arrivi.

I monsoni iniziano generalmente a luglio e durano fino a inizio settembre. Una stagione di nuovo caratterizzata dal clima mite segue la fine delle piogge e dura in genere fin verso dicembre, quando inizia l’inverno.

Oltre a rappresentare un sollievo dall’arsura, il ruolo della pioggia è fondamentale per l’agricoltura e quindi i monsoni sono particolarmente attesi nelle zone rurali del Paese. Proprio per il simbolo di rinascita legato alla pioggia, la stagione dei monsoni è anche la parte dell’anno in cui vengono celebrati più matrimoni.

L’attitudine positiva nei confronti di questo tipo di clima si riscontra in molti aspetti della cultura indiana: molte miniature e dipinti indiani hanno come soggetto scene d’amore che si svolgono in un ambiente notturno e circondato dalla pioggia, mentre la letteratura e la musica presentano moltissimi esempi di liriche dedicate a quest’ultima.

Un esempio tra i tanti è il seguente brano tratto da un testo di Tagore, poeta indiano vissuto a cavallo del diciannovesimo e ventesimo secolo:

Vieni, oh bel Verde della stagione delle Piogge,

Porta con te la tua compagnia, dolce come il nettare, che rimuove la sete dalla Terra!

Chi è lontano da te guarda il Cielo intensamente,

Vieni, oh bel Verde della stagione delle Piogge!

[Tagore, Eso Shyamolo Sundaro, traduzione dall’inglese (non originale)]

 

Se la pioggia rappresenta per eccellenza rinascita e bellezza, il sole e il calore ne sono i naturali antagonisti. La differenza della percezione del sole e della pioggia tra la cultura indiana e quella occidentale è quindi molto grande.

Basti pensare a tutte le espressioni che affollano la lingua italiana e che rappresentano il sole come elemento di positività: modi di dire come “essere una persona solare o calorosa”, o “belli come il sole” mostrano infatti come, nell’universo culturale italiano, il sole e il caldo siano percepiti in modi completamente diversi rispetto alla percezione che se ne ha nella cultura indiana.

Un parallelo con la lirica di Tagore dedicata alla pioggia si può ritrovare nella canzone dei Beatles dedicata, invece, al sole “Here Comes the Sun”:

Sole, sole, sole, ecco che arriva!

Mio piccolo tesoro, posso sentire che il ghiaccio si sta lentamente sciogliendo

Mio piccolo Tesoro, sembra che sia da anni che [il cielo] non è sereno,

Ecco che arriva il sole, ecco che arriva il sole,

E io dico, tutto va alla grande!

[The Beatles, Here comes the sun, traduzione dall’originale in inglese]

 

Un’audience occidentale è di solito portata ad associare il sole a idee di positività e bellezza, la pioggia a freddo e tristezza, ma basta vivere in India nei mesi più caldi per far cambiare idea anche agli occidentali più radicali: non sono infatti solo gli indiani ad aspettare in gloria l’arrivo del monsone, ma anche tra i circoli di expat – gli stranieri in genere lavoratori qualificati che vivono all’estero temporaneamente – la pioggia è attesa con ansia, e una giornata nuvolosa si trasforma all’improvviso nell’occasione perfetta per poter finalmente uscire di casa senza soffrire.

E allora, “Vieni, oh bel Verde della stagione delle Piogge”, a Delhi tutti ti stanno aspettando, e liberaci dall’arsura del sole!

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Immagine tratta da HindustanTimes.com