Articolo in 2 minuti – Se anche voi siete dei viaggiatori curiosi, imperterriti esploratori delle bellezze indiane e subite il fascino e i misteri che si celano dietro ad ogni angolo, non potete perdervi  le sorprese dello street food indiano! 

Appurato che vi siate calati nella parte del viaggiatore temerario, disposto a qualche inconveniente, siete nello spirito giusto per giocare alla roulette russa in India e assaporare il vero indian taste!

In realtà, seguendo qualche piccolo accorgimento e un pizzico di buon senso, potrete godere di autentiche leccornie senza per forza rischiare di passare il resto della vacanza in bagno.

E’ proprio il caso di dirlo: dal Kashmir al Tamil Nadu, dal Bengal al Punjab, che vi troviate alle pendici dell’ Himalaya o in un affollatissimo caos metropolitano, di una cosa potete essere certi: i tradizionali carrettini con gli snack più disparati vi seguiranno ovunque.

Ed eccoci accolti alla stazione di Mumbai, al suono del chai wala (venditore di  tè) che urla “CHAI CHAI GARAM CHAI”  (tè caldo, caldo tè), o in un’ assolata via di Calcutta, pronti a rispondere al richiamo dei venditori di Rassagulla (delizioso dolce dalla forma tondeggiante immerso in sciroppo di zucchero).

 


 

Per approfondire – Sia che viaggiate per lavoro o per piacere, un viaggio senza passare almeno una volta (ma credetemi saranno molte di più) dal venditore ambulante locale è impensabile.

In India è consigliabile  avvicinarsi allo street food (cibo da strada) con il buon senso che si usa generalmente quando si viaggia.

Eccovi qualche piccolo ma utilissimo accorgimento.

Mangiare cibi cotti cucinati al momento di fronte a voi, oltre che essere divertentissimo da guardare (poiché spesso  in presenza di pubblico il venditore di turno si esalta, cimentandosi in improbabili quanto strambe acrobazie culinarie),  aiuta a monitorare la preparazione in diretta.

Seguire gli orari dei pasti degli indiani è un altro fattore da non dimenticare: il ricambio continuo di folla consente al cibo di non stazionare più di tanto fermo in attesa di cottura.

Inoltre, fornitori brulicanti di clienti sono indice che il cibo sarà quanto meno gustoso e preparato bene, probabilmente strizzando un occhio alle norme igieniche alle quali si è abituati.

Allo stesso modo, anche se non tutto quello che si mangia è caldo, mi abbandonerei volentieri a curry e chutney solo in bancarelle con un fatturato vivace. Frutta e verdura fresca, invece, seppur tagliate al momento, sono probabilmente da evitare, poiché è sempre incerto se (e con quale acqua) siano state lavate!

Ma allora, vogliamo fare una piccola classifica dei migliori cibi da strada da non perdersi assolutamente?

Partendo dalla colazione (che per ogni indiano che si rispetti non sarà mai dolce), troviamo gli idli, le vada e i dosa, diffuse prevalentemente al centro e al sud. Gli idli sono polpette di farina di riso e farina di lenticchie cotte al vapore, le vada sono frittelle salate di farina di riso e farina di lenticchie, mentre i dosa sono una sorta di crepes speziata, stessi ingredienti, ma preparazioni diverse!

Si mangiano rigorosamente accompagnati da due salse, la prima è il sambhar, una specie di zuppa di lenticchie gialle, piselli, carote, pomodori, tamarindo, curcuma e peperoncino. La seconda salsa è il chutney di cocco, a base di cocco fresco, peperoncino e semi di senape nera.

Continuando il viaggio, un’immancabile tazza di chai, il famoso tè all’indiana, farà da accompagnamento. Ed ecco sprigionarsi l’aroma inconfondibile nell’aria, quel profumo che farà per sempre parte del nostro bagaglio olfattivo nei ricordi. Il chai si trova praticamente dappertutto (anche se al sud è spesso sostituito dal caffè) si può definire la bevanda nazionale indiana. Ovunque si vada, non mancherà mai il chai wala (ragazzo del tè), con il suo piccolo negozietto se è tra i più fortunati, o col proprio carrettino: quel sapore speziato e inconfondibile la farà sempre da padrone.

E’ un tè bollito con latte, zucchero e una sapiente miscela di spezie che possono variare dalla semplice aggiunta di radice di zenzero pestata, al mix inebriante di semi di cardamomo, anice stellato, cannella, chiodi di garofano, pepe nero: in questo caso viene chiamato masala chai (la definizione masala viene usata per definire un mix generico di spezie).

Non esiste una ricetta precisa e non berrete mai lo stesso chai in India, poichè ogni chai wala, ogni regione, ogni famiglia detiene un segreto, un proprio dosaggio personale di spezie ed è giusto e bello così!

Fatta colazione, proseguendo il vostro piacevolissimo tour, avvertirete dopo un po’ un certo languorino: niente paura, ecco pronta una panoramica di quello che potrete trovare intorno a voi!

Dalla colazione alla cena, in qualsiasi momento, una cosa è certa, gli indiani amano le batata vada, sono polpette di patate con peperoncini verdi, zenzero, aglio, succo di lime, curcuma e coriandolo fresco, poi immerse in una pastella di besan (farina di ceci) e fritte: servite con chutney verde o peperoncini verdi fritti e messe in un pav (soffice panino rotondo), formano il celeberrimo vad pav, il burger indiano famoso un po’ ovunque.

Un altro snack gettonatissimo è il pani puri, sfoglie sottilissime che tuffate in olio assumono la caratteristica forma bombata, di consistenza croccante: vengono forate in superficie, riempite con patate, ceci, cipolla, un mix agrodolce di tamarindo e una miscela liquida di coriandolo, menta e garam masala (spezie piccanti): prerogativa è mangiare tutto in un boccone… ammesso che ci riusciate, ma se non avete uno stomaco d’acciaio, in questo caso è meglio desistere!

A questo punto, se girando l’angolo avvertite uno spiccato odore di fritto e vedete galleggiare nel grande pentolone di ferro dei fagottini triangolari dorati e croccanti, siete di fronte alle famose samosa, uno dei cibi da strada più amati della tradizione culinaria indiana. Non sono altro che dei semplici ravioloni fritti con all’interno uno squisito ripieno di verdure, a volte di patate, ma le migliori in assoluto probabilmente rimangono le prime.

Spesso, accanto alle Samosa, si trovano anche le pakora, frittelle di verdure di tutti i tipi e i mirchi bada ossia grandi peperoncini verdi intinti in una pastella e fritti, mediamente piccanti (o forse è la mia assuefazione) ma comunque ne vale la pena!

Passando dai chicken rolls (deliziose simil-piadine con pollo speziato), al bhel puri (riso soffiato con un mix di salse agrodolci), dal ragda patties (polpette schiacciate di patate servite con purea di piselli e polvere di mango) all’anda burji (uova strapazzate con pomodoro, spezie e tanto peperoncino verde), in ogni angolo troverete qualcosa di nuovo: lo street food è in continua evoluzione e per aggirare la concorrenza molti venditori sfoderano il proprio ingegno culinario.

Per concludere in dolcezza, prendetevi una pausa facendovi coccolare dalle jalebi, scenografiche frittelle dal color arancio dello zafferano, che assomigliano a tanti arabeschi: si attaccheranno alle dita, e sono da coma diabetico, ma sono una tentazione alla quale almeno una volta merita cedere! Se ancora avete voglia di zucchero, provate anche i rasgolla, candide palline di formaggio paneer (chhana) fatte cuocere in uno sciroppo di zucchero e vaniglia.

Sarebbero ancora tantissimi i cibi da ricordare, infiniti come la ricchezza, la storia, e le tradizioni che li accompagnano. Uno street food che parla di meravigliose storie, di gente, di persone, di pensieri che ogni giorno si accavallano lungo le strade infinite dell’India.

Vi lascio un po’ di profumo d’India, donandovi la ricetta del masala chai che mi ha svelato la mia maestra di cucina raki, certa che la magia e  i misteri di questa terra arrivino anche a voi! Namasté!

Per una tazza di Masala Chai

125 ml di acqua

125 ml di latte intero possibilmente fresco

1 cucchiaio di crema di latte (facoltativo, ma lo rende più buono)

1 cucchiaino abbondante di tè nero

2 cucchiaini  di zucchero

1 cucchiaino di spezie macinate tra cannella, semi di cardamomo, chiodi di garofano

un pezzettino di radice di zenzero

Portare a ebollizione l’acqua con le spezie e lo zenzero, aggiungere il tè e lasciare sobbollire per un minuto, quindi aggiungere il latte, la crema di latte e lo zucchero. Fare alzare il bollore ( in India si dice per tre volte per ottenere un ottimo chai), filtrare e versare nella tazza.

 


Immagine tratta da www.soulindianjourneys.com