Di Tiportoviaconme

Non sapremo mai quanto bene può fare un semplice sorriso

Madre Teresa


Il volontariato a Calcutta è un’esperienza che ti cambia la vita.
Avevo molte paure la prima volta, nel 2016, ed ho impiegato sei mesi per decidere di partire. Sapevo di voler fare volontariato ed ero certa che la prima volta sarebbe stata a Calcutta. E non in un’associazione a caso, ma dalle Missionarie della Carità, fondate da Madre Teresa. Avevo letto e riletto la vita di questa piccola grande donna e di come aveva portato avanti la sua missione. Prima di decidere, per scrollarmi di dosso tutte le paure, è stato fondamentale cercare informazioni da chi ci era stato prima di me. Così ho potuto capire realmente come funziona, le mansioni da svolgere e soprattutto che mi aspettava un’avventura straordinaria. Per questo oggi, sono qui a raccontarti la mia esperienza. Ti farà capire che oltre le paure, i timori e le difficoltà si nasconde un amore incondizionato che difficilmente riceverai altrove.

La giornata inizia sempre alle 7 a Mother House, la sede delle Missionarie della Carità (per le informazioni pratiche sul volontariato a Calcutta ti rimandiamo al blog di Tiportoviaconme). Tutti i volontari, di tutte le età, di tutto il mondo, si riuniscono qui per la colazione e gli avvisi del giorno, in un momento di amicizia e condivisione fantastico. Davanti ad un chai e a una banana, ci si scambiano sorrisi e qualche parola in molte lingue, prima di incamminarsi insieme verso i diversi istituti.
L’istituto di cui sono innamorata e dove ogni anno dal 2016 presto servizio è Prem dan, una struttura che accoglie uomini e donne anziani, con problemi fisici e psichici più o meno gravi.


Appena arrivata, indosso ogni giorno il mio grembiule e inizio a darmi da fare. Ci sono materassi da lavare, letti da rifare, panni da stendere. Non c’è tempo da perdere qui. Quanto adoro stendere. È una delle attività più rilassanti. Ma anche tra le più faticose: ci sono varie rampe di scale e farle con i secchi pieni di vestiti bagnati credimi, è un bel risveglio mattutino. E dopo queste attività di pulizie è ora di stare un po’ con le mie donnine.
Se chiudo gli occhi posso sentirne l’odore. Odore di coraggio, amore, forza. Tutte queste cose messe insieme sono racchiuse in piccoli corpicini e occhi pieni di speranza. Sono le donnine che vivono in questa casa da chissà quanti anni e con chissà quale storia alle spalle. Donne trovate per
strada, sole.


Ti voglio raccontare uno degli incontri più forti e al tempo stesso magici che ho avuto durante gli anni di volontariato.
Ero appena arrivata a Prem dan, nel 2019. Ritrovo tutte le mie donnine, le saluto (chissà se si ricordano di me?) e mi accorgo di una ragazza nuova, Samina. Samina non avrà più di 23 anni, ed è stata trovata lungo una strada. Aveva l’aria smarrita, impaurita e il collo bruciato dall’acido per mano di quello che era suo marito. Da quello che racconta è scappata, da un villaggio lontano circa 4 ore da Calcutta, lasciando a casa tre figli. È scappata per salvarsi.
Mi ricordo perfettamente dei giorni passati con Samina. Giorni in cui il suo pianto si mischiava ai miei abbracci e senza dire parole perché non erano necessarie. Era arrivata a Prem Dan da pochi giorni. Per una settimana non ha parlato, era visibilmente traumatizzata, ma veniva sempre a cercare conforto.

E poi dopo due settimane, di colpo, ecco che le spunta un timido sorriso quando le chiedo se vuole il burro cacao e una crema per il corpo. Sorride finalmente, ed è così bella! Le bruciature sul collo le fanno male e si mette subito la crema idratante per avere un po’ di sollievo. Sai perché vale la pena fare un’esperienza di volontariato? Per vivere questi piccoli attimi. Credimi, sono momenti di qualche secondo, ma dopo anni ti faranno emozionare come la prima volta. Arrivo a casa la sera stanca, ma sempre felice. Se senti il richiamo ma hai mille paure e timori, voglio dirti che è normale. Io non avevo mai fatto un’esperienza di questo tipo e non sapevo cosa aspettarmi. Ero partita per il mio primo viaggio da sola e anche se conoscevo già l’India, i dubbi erano tanti. Ma una cosa l’ho capita subito. Qui non si è mai soli. È un ambiente dove regna la solidarietà, dove trovi sempre persone pronte ad aiutarti. Quello che posso consigliarti è di seguire il tuo cuore e di partire. Questa esperienza mi ha cambiata tantissimo, i modi di pensare, di vedere le cose. È un’esperienza travolgente, arricchente, che non potrà lasciarti indifferente.


Buon volontariato a Calcutta!
Giulia

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Nella foto in evidenza Giulia