Continua la mia avventura del Servizio Civile in India, alla scoperta del Karnataka e dei suoi abitanti.

Questa volta vi descrivo Kavital, un minuscolo villaggio polveroso nascosto tra le rocce che caratterizzano il nord del Karnataka, dove trascorro alcuni mesi del mio Servizio Civile.

Le ore si susseguono lente per i contadini sotto il sole ormai bollente di marzo, intenti a raccogliere il peperoncino rosso. Nella Navachetana School, la scuola dove le Sisters of Charity insieme ad alcuni Padri gestiscono centinaia di bambini,  il tempo scorre in modo più dinamico, tra lezioni di inglese, canzoni, origami e altre attività manuali.


Febbraio si ritira lentamente, raccogliendo la brezza ancora fresca che muove le fronde delle palme di cocco. Mahashivratri, il 24 febbraio, ha ufficialmente chiuso la stagione invernale, e l’estate si afferma senza tentennamenti in diverse zone del Karnataka, dove più, dove meno. Marzo irrompe caldo, secco, e il vento porta con sé nuvole di polvere bollente.

La stagione cambia in fretta, e assisto meravigliata alla trasformazione del paesaggio ormai famigliare.

Il tamarindo matura, assieme agli alberi di mango, i cui frutti crescono lentamente appesantendo i rami che si protendono verso il basso. Accanto, il jackfuit, ha ormai mentre qualche piccolo tenero arbusto di papaya mostra orgoglioso i suoi piccoli frutti. Gli alberi di cocco e i banani sovrastano con le loro ombre il giardino del convento, e le loro vaste foglie emettono un continuo fruscio.

La natura del Karnataka esprime dolcezza in tutte le sue forme espressive. I frutti che generosamente regala sono succosi, gustosi, come se la natura avesse predisposto una rimedio naturale al caldo che marzo inizia a sprigionare.

Il Servizio Civile mi ha portata in un nuovo luogo, a Kavital, un piccolissimo villaggio nel nord del Karnataka, non lontano dal confine con l’Andhra Pradesh. Qui, il Convento delle Sisters of Charity, presente da diversi decenni, costituisce un aiuto essenziale per i bambini della zona.

Navachetana School (sezione primaria)

Un centinaio di bambine e ragazze sono ospitate dalle suore, mentre un ostello gestito da tre padri ospita altrettanti bambini, dando a coloro che provengono da villaggi in zone ancora più deserte la possibilità di ricevere una buona istruzione a costi bassissimi.

Navachetana School, la scuola che gestiscono, prova a garantire un futuro a queste nuove generazioni, che vedono spesso nella fine del ciclo loro educativo  (16-18 anni circa) l’inizio della loro vita adulta, lavorando o sposandosi in età giovanissima.

Qua, sono coinvolta nelle attività scolastiche, dove, attraverso l’insegnamento dell’inglese, ho conosciuto le storie dei bambini, delle maestre e delle suore che gestiscono questa complessa realtà.

 

Interno di una classe: imparare inglese è ancora una delle sfide più difficili

 

Una delle occupazione che coinvolge di più la gente comune in queste zone è l’attività agricola. Ogni mattina, gruppi di persone vengono caricati sulle jeep e sui camion per dirigersi in qualche campo irrigato, dove quindi possono crescere verdeggianti le colture.

Il nord del Karnataka si apre su coltivazioni di peperoncino rosso, che le persone raccolgono in file piegandosi sotto la forza del sole. È infatti comune, in questa stagione, ammirare enormi ammassi di peperoncino che riforniscono l’intera regione e il vicino Maharashtra e Gujarat.

Le piantagioni di cotone possono essere intraviste ormai spoglie, nere e secche, con qualche ciuffo bianco rimasto incastrato tra i rami. Al contrario le risaie prosperano verdeggianti, e lungo i loro argini si trova sempre una grossa pompa che conduce l’acqua a destinazione.

Vivere in un luogo vuol dire innanzitutto osservare e capire chi ti sta intorno, ma anche la natura nei suoi odori, contorni, profumi e colori. La terra, gli alberi, la polvere, la luce del sole, la consistenza dei frutti, la vastità dei campi e i prodotti della terra.

Mi ci è voluto un po’ di tempo per abituarmi a tutto quello che non è il nord dell’India. Solo ora riesco a cogliere la bellezza di questa terra così profondamente diversa da ogni altra parte dell’India, che non avevo mai immaginato di vedere.

Ma l’India è anche questo: non sono solo i cammelli del Rajasthan, l’architettura Moghul di Delhi, i ghat di Varanasi. Non sono nemmeno solo i grattacieli di Bangalore, le spiagge del Kerala, il Chennai Express del Tamil Nadu. L’India è anche i villaggi sparpagliati nel deserto roccioso del nord del Karnataka, dove le parole scivolose e impastate del Kannada, una lingua dravidica profondamente diversa dalla Hindi, si mescolano e si alzano nell’aria fitta di polvere.

 

In posa con i buoi al termine di una corsa di animali a Kavital

 

Il nord del Karnataka, dove resterò nei prossimi mesi, è dolce come il mango e la papaya. È delicato, come i fiori che ornano i capelli delle donne. È roccioso, duro e caldo, come le montagne che circondano i villaggi dispersi in queste estese, giganti, lande brulle.

È, infine, capriccioso, rude, semplice e generoso, come l’anima delle bambine e dei bambini che vivono con me queste giornate di marzo.

 

Dettaglio di ragazza con fiori, abiti e gioelli tradizionali

 

Molti delle bambine della Boarding vengono da villaggi ancora più piccoli di Kavital, e spesso mancano di un genitore. Fin dalla tenera età di sette anni si abituano a vivere da sole, o meglio, a convivere con altre ragazzine che diventano nuove sorelle con cui scherzare, bisticciare, giocare ed imparare.

Alcune delle loro famiglie vivono lontano, spesso a Bangalore, dove lavorano con contratti stagionali nel settore delle costruzioni, venendo poi raggiunti dalle bambine stesse nella stagione estiva, quando le scuole chiudono, a metà aprile.

 

Madre e figlio in visita domenicale alle figlie nella Boarding

 

Di pomeriggio le ragazzine si assopiscono appoggiate l’una contro l’altra sul cortile polveroso del convento, e le più piccole raccolgono i tamarindi per terra per masticarli. Le giornate trascorrono lente, tra giochi, sbadigli e compiti.

Il sole batte sempre più forte, le campane della chiesa suonano al ritmo dei segni della croce che ritualmente compiono le bambine. Le serate sono ancora fresche, e le trascorro a seguire incomprensibili serie tv in Kannada.

L’India del Sud segue un suo ritmo, dolce come il mango, lento come la sua maturazione, la cui attesa inizia impaziente a farsi strada in questi luoghi caldi e polverosi…

Momenti pomeridiani alla Boarding

 

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